Sindacato

Federalberghi Emilia Romagna, calo 4-5%, pesano rinunce da estero per il terremoto

Serve una campagna di informazione sulla sicurezza delle località turistiche.
24 Ore Bologna, 5 giu. (Labitalia) - "Il terremoto che ha colpito la nostra regione sta influendo sulle prenotazioni alberghiere, registrando un calo del 4-5%". Lo conferma a LABITALIA Alessandro Giorgetti, presidente Federalberghi Emilia Romagna. "Certo - ammette - il calo a pochi giorni da un evento del genere è fisiologico, però va ad aggiungersi a una situazione che non può certo definirsi delle migliori. Soprattutto per gli italiani che devono fare i conti con il pagamento dell'Imu e con una crisi economica che continua a pesare sulle loro tasche"."Il problema - rimarca Giorgetti - è dato dalle rinunce che provengono dall'estero. Americani, francesi e tedeschi ad esempio, nei loro Paesi, hanno la percezione che l'Italia sia divisa in due"."Gli stranieri - osserva - hanno paura di venire a soggiornare qui. Sono sommersi da foto e riprese televisive dove compaiono sono macerie. Quella che manca è una concreta informazione su quanto realmente stia accadendo, che non può limitarsi a una cronaca puntuale del numero di scosse che si susseguono". "Il ministro degli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, e l'Enit (Agenzia nazionale del turismo) - ricorda Giorgetti - con una campagna di informazione ha rassicurato tutti coloro che hanno programmato o intendono programmare una vacanza nelle aree limitrofe, ma non è sufficiente". "Sarebbe utile - auspica il presidente Federalberghi Emilia Romagna - che tutti gli ambasciatori dicano nei paesi stranieri come realmente stiano le cose in modo da far riprendere la stagione turistica".Oltre a un'adeguata campagna di informazione, Giorgetti auspica anche che "i lavori di ricostruzione non durino anni, ma siano interventi strutturali ad hoc per risolvere al più presto le cose". "Del resto - aggiunge - ribassare ulteriormente le tariffe è pressochè impossibile, già ora i prezzi sono bassissimi. Stiamo parlando di 40-50 euro a persona in pensione completa, non è possibile ribassare ulteriormente".