Sostenibilita

Incendi indicatori del cambiamento climatico, allarme in Colorado

24 Ore Roma, 2 lug. - (Adnkronos/Washington Post) - Quando si parla di cambiamenti climatici, si pensa subito ad alluvioni e scioglimento dei ghiacciai. Ma è una nuova relazione, quella tra incendi e innalzamento delle temperature, a preoccupare. L'allarme arriva dal Colorado dove, come riporta il Washington Post, iniziano a scarseggiare sia le nevicate, normalmente abbondanti, sia le piogge, con il conseguente inaridimento del paesaggio e il divampare di alcuni tra gli incendi boschivi più distruttivi che lo Stato abbia mai dovuto fronteggiare. Nessun dolo, gli scienziati danno la colpa proprio al cambiamento climatico. Negli ultimi due anni, bruciano il New Mexico, il Texas e l'Arizona e dal Mississippi alla valle dell'Ohio le temperature raggiungono livelli altissimi assetando la terra. "Abbiamo avuto, nell'ultima decade, incendi da record in 10 Stati, soprattutto all'Ovest", spiega il sottosegretario Usa al dipartimento Agricoltura, Harris Sherman, che sovrintende il Servizio Foreste. In quest'arco di tempo, la stagione degli incendi boschivi, che normalmente va da giugno a settembre, ha finito per includere maggio e ottobre. E se una volta era raro che 5 milioni di acri bruciassero in un anno, le ultime stagioni hanno doppiato questo risultato. "Il clima sta cambiando e gli incendi ne sono un chiaro indicatore", sottolinea Sherman. Le previsioni parlano di un aumento degli incendi in Nord America e in Europa, entro la fine del secolo, sempre a causa dell'aumento delle temperature. "Nel lungo termine, gli incendi aumenteranno in gran parte del Pianeta", aggiunge Max A. Moritz dell'Università della California. Se gli scienziati affermano di non avere dati per collegare il cambiamento climatico alla diminuzione delle piogge e delle nevi in Colorado, il cambiamento climatico è stato invece già collegato all'aumento delle temperature che provocano lo scioglimento delle nevi in anticipo e la più veloce evaporazione delle piogge, inaridendo la terra e contribuendo a seccare la vegetazione alimentando così gli incendi. Come se non bastasse, in un Colorado dal clima sempre più caldo, prosperano i coleotteri da pino che senza i freddi inverni, hanno iniziato a riprodursi due volte l'anno, anzichè una. I coleotteri rosicchiano gli alberi finchè non muoiono, lasciandosi dietro milioni di acri potenzialmente soggetti a incendi, come è accaduto all'High Park nei pressi di Fort Collins dove 33.000 residenti sono stati evacuati. Come fa notare Nolan Doesken, direttore del Colorado Climate Center all'Università del Colorado, da marzo a maggio lo Stato ha registrato meno della metà delle normali precipitazioni, e in alcune aree non ha nè nevicato ne' piovuto. Il National Center for Atmospheric Research di Boulder è stato tra i primi a lanciare l'allarme, notando l'aumento delle temperature in tutta la nazione e un cambiamento nel ciclo delle piogge, che da leggere e prolungate si sono fatte più violente e brevi e durante i sempre più lunghi periodi di siccità tra una pioggia e l'altra, la terra è soggetta a incendi. Oggi il Colorado, secondo gli scienziati, sarebbe proprio nel mezzo di una terribile siccità. Una situazione che richiede un'attenta gestione delle foreste al fine di limitare i danni degli incendi, visto che al fuoco piace 'arrampicarsi': un piccolo rogo nato sull'erba si fa strada sulla cima degli alberi, dove brucia con maggiore intensità ed è più difficile da gestire. Un altro problema è rappresentato dalla costruzione di case vicino alla sterparglia, dove spesso hanno origine gli incendi. Una casa su quattro in Colorado è costruita in zone giudicate a rischio, coinvolgendo circa un milione di persone. Il Servizio Foreste è al lavoro per ripulire le foreste di tutto ciò che può alimentare un incendio: l'agenzia sovrintende 193 milioni di acri, di cui più di 82 milioni necessitano la rimozione di alberi morti ed erba secca. Uno dei sistemi che si possono usare è quello dell'incendio controllato, il cui costo è di 200 dollari per acro, "soldi che il Servizio Foreste non ha", dice Sherman.