Sostenibilita

Dal Piemonte alla Sicilia è boom per l'acquisto di vino a ''chilometro zero''

24 Ore Roma, 11 apr. (Adnkronos) - Se è l'export a trainare il settore, a livello nazionale è boom per gli acquisti di vini autoctoni con un aumento del 24 % di bottiglie stappate per il Pecorino ma anche del 14 % per il Pignoletto fino al 10 % di incremento fatto segnare da Falanghina e Negroamaro. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati SymophonyIri group relativi al 2012, divulgata in occasione della chiusura del Vinitaly dalla quale si evidenzia un forte localismo nella scelta dei vini. Nel tempo della globalizzazione gli italiani - sottolinea la Coldiretti - bevono locale con il vino ''chilometri zero'' che è il preferito nelle scelte di acquisto in quasi tutte le realtà regionali, dal Piemonte dove la Barbera e il Dolcetto sono i più gettonati alla Toscana dove in tavola si versa soprattutto Chianti e Morellino fino alla Sicilia con il Nero d'Avola e l'Alcamo in testa. Percorrendo la Penisola dall'alto in basso spicca come i veneti diano la loro preferenza ai Cabernet e ai Merlot, manifestando una certa simpatia per il Lambrusco dell'Emilia-Romagna. Vino quest'ultimo che - continua la Coldiretti - domina incontrastato nelle preferenze degli emiliano-romagnoli che mettono al secondo e al terzo posto, rispettivamente il Sangiovese e il localissimo Pignoletto. Nelle Marche impera il Verdicchio mentre in terza posizione per quanto riguarda le preferenze c'è l'autoctona Passerina. Molto territoriali anche gli abruzzesi che acquistano preferibilmente Montepulciano, Trebbiano e Pecorino. Solopaca e Aglianico sono i vini particolarmente graditi dai campani, mentre i pugliesi mettono in tavola, oltre al Primitivo e al Negroamaro, anche il Sangiovese toscano o emiliano. Infine, se saltiamo nella seconda isola italiana, i sardi dimostrano un grande attaccamento alle proprie vigne riempiendo i bicchieri degli autoctoni Cannonau, Vermentino e Monica di Sardegna.