Sostenibilita

Finlandia, Singapore e Svezia al top per diffusione di nuove tecnologie Ict

24 Ore Roma, 11 apr. (Adnkronos)- Sono la Finlandia, Singapore e la Svezia le nazioni del mondo che si collocano, rispettivamente al primo, secondo e terzo posto nel 2013 per diffusione di nuove tecnologie dell'informazione Ict, seguite da Olanda, Norvegia e Svizzera, rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto, mentre l'Italia si attesta al 50esimo posto, dietro Polonia (49°), Montenegro (48°) e Giordania (47°). Lo rileva il Rapporto 'The Global Information Technology Report 2013 - Growth and Jobs in a Hyperconnected World', diffuso a Ginevra dal Forum Economico Mondiale (Wef). Il rapporto del Wef, un copioso dossier di oltre 400 pagine, ha preso in esame ogni aspetto dell'Information Comunication Technology di 144 Paesi del mondo. E se l'Italia rientra fra i Paesi che si sono dotati di una policy nazionale con l'avvio del programma dell'Agenda Digitale, il nostro Paese perde nel report di quest'anno ben 2 posizioni rispetto al 48° posto che si era accreditato nel 2012. Sul fronte internazionale, il Report rileva un "fossato digitale" per i Paesi in via di sviluppo, un gap tecnologico che continua a dividerli da quelli più avanzati economicamente. Ad utilizzare maggiormente l'Ict per spingere la competitività, insieme a Finlandia, Singapore e Svezia, nei primi posti figurano anche Olanda, Regno Unito, Danimarca, Stati Uniti e Taiwan. I Paesi in ritardo nell'elaborare una strategia nazionale per la diffusione di reti internet ad alta velocità rischiano di accusare un deficit a livello di competitività, sottolinea il Rapporto. Il Wef, quindi, avverte che i grandi paesi emergenti Brics, cioè il Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, mostrano debolezze tanto che la loro competitività rischia di essere compromessa senza investimenti adeguati nell'Ict. Secondo lo studio, la Russia si colloca al 55° posto, la Cina al 58°, il Brasile al 60°, l'India al 68° e il Sudafrica al 70°. Secondo l'economista e coautore dello studio Benat Bilbao-Osario, se questi Paes non investiranno di più nell'Ict e nell'innovazione, c'è il rischio che il loro sviluppo e la loro competitività vengano frenati. Le nuove tecnologie, rileva inoltre il report, sono un'arma a doppio taglio perché se da un lato cancellano posti di lavoro dall'altro ne creano a milioni. Negli ultimi due anni, infatti, rileva il Rapporto l'Ict ha prodotto nel mondo 6 milioni di posti di lavoro, con un indotto di 193 miliardi di dollari.