Salute

Salute: Siot, 90 mila ricoveri l'anno per fratture, 80% donne

24 Ore Roma, 11 apr. (Adnkronos Salute) - Ogni anno nel nostro Paese si registrano più di 90.000 ricoveri per fratture di femore. In quasi l'80% dei casi si tratta di donne con più di 65 anni. Si tratta di una vera e propria pandemia destinata ad aumentare nei prossimi anni per il progressivo aumento dell'età media della popolazione. Per questo "non possiamo abbassare la guardia. E' nostro compito affrontare il problema dell'osteoporosi con trattamenti specifici non solo chirurgici, ma anche farmacologici per prevenire gli eventi fratturativi. La Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot) proseguirà la sua attività di studio e formazione per sensibilizzare i chirurghi ortopedici come affrontare al meglio la gestione del paziente con fratture da fragilità", dichiara Paolo Cherubino, presidente della Siot, in occasione della campagna 'Aprile è il mese della salute delle ossa', promossa dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna. Cinque milioni di persone in Italia sono affette da osteoporosi. Per le donne questo rischio è più alto del rischio complessivo di tumore del seno, delle ovaie e dell'utero. Le proiezioni confermano come l'osteoporosi sia da considerarsi una patologia in continua crescita nel nostro Paese e più in generale in tutto il mondo occidentale, a causa del progressivo e costante invecchiamento della popolazione. "Le fratture da fragilità – spiega Cherubino - possono avvenire a carico di qualsiasi segmento scheletrico, ma più frequentemente sono interessati il femore prossimale, le vertebre, il polso e l'omero prossimale. Le fratture da fragilità, e in particolare quella del femore, hanno un elevato impatto sociale. Entro un anno dalla frattura, infatti, circa il 20% dei pazienti muore, il 40% non è in grado di camminare autonomamente, il 60% è limitato in attività quali mangiare, vestirsi e lavarsi e l'80% è limitato in attività come fare la spesa, giardinaggio, salire o scendere le scale". "Il primo medico che si avvicina ai pazienti con fratture da fragilità – continua Cherubino - è spesso l'ortopedico che affronta la malattia prevalentemente da un punto di vista chirurgico trascurando in parte l'aspetto metabolico e la patologia ossea sottostante la frattura. L'approccio alle fratture da fragilità deve essere invece rivolto non solo al trattamento chirurgico, ma deve definire un percorso diagnostico terapeutico adattato al paziente per permettere di inquadrare la patologia di base, trattarla e prevenire ulteriori fratture". Poiché la maggior parte delle fratture si verifica tra le mura domestiche la Siot ai soggetti più a rischio consiglia di non camminare su pavimenti scivolosi o su tappeti che non aderiscono stabilmente al pavimento; evitare di lasciare oggetti abbandonati per terra; adottare in casa impianti di illuminazione validi; utilizzare corrimano lungo le scale e maniglie di sostegno vicino ai bagni; assicurarsi che vi siano tappetini antiscivolo all'interno di vasche da bagno e docce.