Dati

Agricoltura in controtendenza, aumentano donne soprattutto al Sud

I dati della Cia presentati al convegno organizzato da Fondazione Nilde Iotti.
24 Ore Roma, 11 apr. (Labitalia) - Il mondo del lavoro esclude le donne. Soprattutto se giovani e del Sud. Di questi tempi, è difficile per tutti trovare lavoro, ma il tasso di occupazione cambia e di molto se è declinato al femminile: nella fascia d'età tra i 25 e i 34 anni, che è anche la più produttiva, nella media del 2012 le donne occupate nel Meridione sono pari a un 30%, contro il 70% del Nord. Mentre al Sud la differenza con i colleghi maschi è di 25 punti percentuali. Ma non mancano le eccezioni a questo quadro avvilente: c'è un settore produttivo, l'agricoltura, che segue direzioni contrarie, con un progressivo processo di femminilizzazione che parte proprio dalle giovani lavoratrici del Sud. A evidenziarlo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione del convegno 'L'agricoltura delle donne. Per una nuova idea di crescita', organizzato dalla Fondazione Nilde Iotti, a Roma, nella sala congressi di Eataly, a cui hanno preso parte tra gli altri Rossana Zambelli, direttore nazionale della Cia, e Maria Annunziata Bizzarri, vicepresidente nazionale di Donne in Campo. Oggi al timone di quasi un'azienda agricola su tre -ricorda la Cia- c'è un'imprenditrice, per un totale di 497.847 condotte da donne. Ma quello che più colpisce è che la percentuale di imprese 'rosa' cresce proprio laddove le cifre generali dell'occupazione femminile sono le peggiori. Se la media italiana delle donne imprenditrici nel settore è del 30,7% del totale, si arriva al 34,7% nelle regioni meridionali. "L'agricoltura sempre più spesso va a riempire degli spazi occupazionali lasciati vuoti da altri settori, intercettando forze fresche e preparate, eppure escluse dal mondo del lavoro. Così accade oggi soprattutto nell'agricoltura del Sud, dove la presenza di donne, soprattutto giovani, è assolutamente da sottolineare", ha detto il direttore della Cia nazionale, Rossana Zambelli, intervenendo al convegno. Zambelli ha affrontato, tra l'altro, il tema della rappresentanza e della legalità: "Basti pensare che, se oggi le aziende con a capo una donna di età compresa tra i 18 e i 40 anni sono il 15,4%, percentuali più alte della media si riscontrano sia nel Nord-Ovest (22%) che nel Mezzogiorno (17%), dove si trova quasi la metà delle imprese condotte da donne 'under 40'".Ma "è la specificità e il valore aggiunto dell'agricoltura fatta dalle donne a fare la differenza", ha detto Maria Annunziata Bizzarri, vicepresidente di 'Donne in Campo', l'associazione femminile della Cia. "Non a caso -ha aggiunto- si tratta di un segmento in grado di muovere 9 miliardi di euro l’anno. Ed è per questo che il modello di impresa 'rosa' deve essere preso come punto di partenza di una nuova idea di crescita, fatta di multifunzionalità e di diversificazione produttiva, di custodia della biodiversità e delle tradizioni rurali, di creatività e di attenzione all'ambiente".