Salute

Fumo: e-cig aiuta a smettere? Studio italiano dice si'

24 Ore Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - Le sigarette elettroniche possono davvero aiutare i fumatori a dire addio alla sigaretta? Sembrerebbe di sì. Almeno secondo uno studio dell'Università di Catania pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, condotto su un campione di 300 fumatori non intenzionati a smettere, con un monitoraggio prolungato fino a 12 mesi. La ricerca ha calcolato che l'8,7% dei volontari arruolati per il test ha abbandonato il tabacco, il 10,3% ha ridotto il consumo di sigarette tradizionali di almeno il 50% e il 73,1% di chi ha smesso ha detto addio, a fine studio, anche alla sigaretta elettronica."I dati parlano chiaro. Le sigarette elettroniche - spiega Riccardo Polosa, direttore del Cpct (Centro di Prevenzione e Cura del Tabagismo dell'Università di Catania) e responsabile scientifico Liaf (Lega Italiana AntiFumo) - che ha ideato e diretto lo studio - possono aiutare a ridurre il consumo di sigarette tradizionali e a smettere di fumare senza effetti collaterali". I 300 fumatori (190 uomini e 110 donne con una età media di 44 anni), divisi in 3 gruppi, hanno ricevuto gratuitamente un kit con sigaretta elettronica Categoria* - che ha sponsorizzato la ricerca - e cartucce con differenti dosaggi di nicotina (7.2 mg, 5.4 mg) e zero nicotina, a seconda del gruppo di appartenenza. Lo studio ha previsto 9 visite in un anno, durante le quali sono state valutate le condizioni generali di salute, il livello di monossido di carbonio espirato (eCO), le caratteristiche psico-comportamentali del fumatore e il gradimento del prodotto. Il 75% dei partecipanti, cioè 225 fumatori, si è presentato fino alla visita della 12esima settimana, 211 (il 70,3%) hanno partecipato anche alla visita della 24esima settimana e 183 (il 61%) sono stati presenti alla visita finale alla settimana 52. Non sono stati riportati effetti collaterali ed è stato monitorato un generale miglioramento delle condizioni di salute grazie alla riduzione del fumo di tabacco. "Queste percentuali, se comparate alle medie nazionali italiane che mostrano un tasso annuale di cessazione dal fumo di sigaretta pari al 0.02% - spiega Pasquale Caponnetto, psicologo clinico e ricercatore del Cpct, primo autore dello studio - rappresentano un successo reso ancora più straordinario se si pensa che la ricerca si è conclusa nei primi mesi del 2012 e che da allora il prodotto ha subito modifiche e miglioramenti tali che se la ricerca fosse replicata oggi otterremmo risultati ancor più performanti"."E' importante - aggiunge Polosa - che le autorità considerino con attenzione i risultati scientifici al fine di redigere una normativa mirata che regoli l'iter produttivo delle sigarette elettroniche, fissando elevati standard qualitativi a tutela del consumatore e che rassicuri quei milioni di fumatori che si stanno indirizzando verso questi prodotti". "I risultati rilevati – afferma Fabio Regazzi, Ceo di Categoria* – rappresentano indicazioni preziose per il miglioramento del nostro prodotto".