Sostenibilita

Energia, Amici della Terra: senza revisione politiche lontani obiettivi 2020

24 Ore Roma 27 nov. - (Adnkronos) - Senza una revisione chiara delle politiche energetico ambientali, non si raggiungeranno gli obiettivi 20-20-20. E' quanto emerge dal dossier realizzato da Gli Amici delle Terra e presentato in occasione della prima giornata di lavori della quinta conferenza nazionale per l'efficienza energetica che analizza, per l'Italia, gli indicatori scelti dall'Unione Europea per valutare il conseguimento al 2012 dei tre obiettivi al 2020: riduzione dei gas serra, riduzione dei consumi primari e penetrazione delle energie a rinnovabili. I consumi di energia primaria (indicatore scelto per l'efficienza energetica) hanno fatto registrare nel 2012 una riduzione del 15% circa rispetto al -20% indicato come obiettivo per il 2020. Per quanto riguarda l'obiettivo 20-20-20 sulle rinnovabili, nel 2012, la penetrazione di queste ultime nei consumi elettrici ha raggiunto il 27,5% e, verosimilmente, nel 2013 raggiungerà il 30% superando quanto indicato dal Pan che prevedeva poco meno del 30% per il 2020. In Italia però, sottolinea il dossier, sono state privilegiate installazioni non competitive e poco efficienti come le torri eoliche e le grandi estensioni di fotovoltaico. Per questo è presumibile che ora, finiti i soldi per nuovi incentivi, si arresti anche il loro tumultuoso sviluppo. Non finisce invece il peso degli incentivi già assegnati sulle bollette degli italiani con l'effetto di aumentare il costo dell'energia elettrica delle famiglie e delle imprese per i prossimi venti anni, proprio nel momento culminante della crisi economica. Ma è sul raggiungimento dell'obiettivo di ridurre del 20% i gas serra che si nutrono i maggiori dubbi. Infatti, l'obiettivo 2010 di riduzione dei gas serra (pari al 6,5% rispetto al 1990) è stato conseguito solo nel 2012, con due anni di ritardo, nonostante il calo di consumi dovuto alla crisi economica. Insomma, se i consumi di energia calano oltre gli obiettivi indicati dalla direttiva europea sull'efficienza energetica e gli impegni sulle fonti rinnovabili sono raggiunti con circa due anni di anticipo, la decrescita non è ''felice'' e in Italia gli errori compiuti nell'incentivazione delle rinnovabili elettriche gravano sulla promozione dell'efficienza energetica e sulla ripresa economica. L'andamento, quindi, non è positivo come appare "perché l'indicatore del semplice calo dei consumi non è adeguato: si rischia di contrabbandare gli effetti negativi della crisi come risultato delle politiche di efficienza energetica", spiega Rosa Filippini, presidente Amici della Terra. Necessario adottare e negoziare nuovi obiettivi che prevedano una effettiva crescita dell'efficienza negli usi dell'energia e che orientino in modo chiaro verso investimenti nel patrimonio abitativo e nei processi produttivi capaci di produrre, insieme al raggiungimento degli obiettivi ambientali anche risultati in termini ricchezza e competitività del Paese. ''Per poter conseguire il risultato di un calo del 20% al 2020 - spiega ancora Rosa Filippini - ci si dovrebbe , paradossalmente, augurare che la crisi si aggravi perché altrimenti la ripresa economica porterebbe con sé un aumento più o meno accentuato di consumi di energia e di emissioni di gas climalteranti''. "Fuori dalla retorica della cosiddetta green economy - sottolinea Filippini - sono necessarie misure che consentano non solo alle piccole e medie imprese ma anche alla nostre grandi industrie energivore di recuperare competitività attraverso investimenti nella qualità ambientale e nell'efficienza energetica, sia dei processi produttivi che dei prodotti. La vera sfida di una politica ambientale avanzata non è chiudere o delocalizzare le produzioni difficili ma renderle ambientalmente sostenibili''. Gli Amici della Terra avanzano 7 proposte per il raggiungimento degli obiettivi 2020 e formulare nuovi obiettivi per il 2030 di politica energetico-ambientale: impostare il nuovo Piano nazionale di azione per l'efficienza energetica con obiettivi 2020 fondati su indicatori di effettiva efficienza nei diversi settori di uso dell'energia; avviare una consultazione sui contenuti del nuovo Piano (che dovrà essere approvato entro aprile 2014) e la concertazione con le parti sociali per il rilancio della competitività, con investimenti nel miglioramento di efficienza energetica e qualità ambientale dei processi produttivi. Interrompere le aste per l'incentivazione delle rinnovabili elettriche meno efficienti come l'eolico o le biomasse per la sola generazione elettrica; concentrare le risorse disponibili nel sostegno a rinnovabili termiche ed efficienza energetica adottando criteri fortemente selettivi; privilegiare l'uso delle risorse dei fondi strutturali e dei piani di sviluppo rurale della programmazione 2014-2020 per la promozione delle rinnovabili termiche e dell'efficienza energetica; nll'ambito dei fondi strutturali della programmazione 2014-2020, destinati alla politica industriale, dare priorità alle misure di sostegno che rispondano ai criteri di ''aiuti di Stato per la tutela ambientale'' secondo quanto previsto dalla disciplina comunitaria; collegare i nuovi regimi tariffari dedicati alle imprese energivore a interventi qualificanti (sistemi di gestione ISO 50001) e investimenti nell'efficienza energetica dei processi produttivi.