Sostenibilita

In Italia 28mila tonnellate di alimenti sequestrati e 500mila controlli nel 2012

24 Ore Roma, 5 nov. - (Adnkronos) - Nel 2012 sono stati 500mila i controlli e 28mila le tonnellate di prodotti sequestrati, per un valore economico di oltre mezzo miliardo di euro, ad opera degli organi preposti al controllo per vigilare sulla sicurezza alimentare del Paese. Lo rileva la decima edizione del dossier "Italia a Tavola 2013", a cura del Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente. Edizione che contiene anche un focus sui principali scandali alimentari avvenuti in Europa dal 2000 a oggi e sulle emergenze sanitarie che hanno portato ad importanti cambiamenti a livello normativo. Dai provvedimenti presi in seguito all'insorgenza del morbo della mucca pazza agli interventi atti a limitare la propagazione dell'aviaria, dalla scoperta degli effetti tossici di un foto-iniziatore di inchiostro, al centro dello scandalo Itx, ai provvedimenti adottati per limitare l'uso di un prodotto chimico dai potenziali effetti cancerogeni, come la melamina, dalla diossina agli incrementi in tutta Europa di diagnosi di epatite A che mostrano una sospetta correlazione con il consumo di frutti di bosco surgelati. A livello nazionale, l'attenzione si sposta sulla truffa per eccellenza: il falso made in Italy. In dieci edizioni di "Italia a Tavola" non sono mai mancate contraffazioni, usurpazioni dei marchi, dell'origine italiana dei prodotti e di tutta la qualità della tradizione enogastronomica italiana. Un caso eclatante è rappresentato dal settore del vitivinicolo, nel quale, ad esempio l'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi ha registrato il maggior numero di sequestri (il 47%), pari ad un valore di oltre 20 milioni di euro. Non minori gli illeciti rilevati dai Carabinieri per le Politiche Agricole e Alimentari sulla filiera del pomodoro, con particolare riferimento alle produzioni Dop San Marzano e biologico: evocazione in etichetta e sui documenti di vendita di falsi marchi Dop, falsi disciplinari di qualità, assenza di tracciabilità. Il settore è stato oggetto di attenzione dal 2010, anno dal quale l'importazione di origine extra Ue si era incrementata del 187%: trasformato e confezionato in Italia, il triplo concentrato di pomodoro veniva importato dalla Cina, per poi essere etichettato come Made in Italy. Le ispezioni hanno portato a 4.569 tonnellate sequestrate. Ma dai prodotti agricoli a quelli ittici, gli illeciti continuano senza sosta. I controlli delle Capitanerie di Porto hanno evidenziato tantissimi casi di cattiva conservazione lungo tutta la filiera ittica. In particolare, durante l'attività di vigilanza e controllo, sono stati individuati quasi 3mila illeciti, il 72% dei quali connessi a etichettatura e tracciabilità. La lunga lista di scandali e di illeciti illustrati in questa decima edizione indicano che, in Italia e in Europa, ancora tanto rimane da fare, sia a livello normativo che di informazione ai cittadini per preservare e valorizzare le tante esperienze virtuose del comparto alimentare. ''Il consumatore continua ad essere ancora vittima inconsapevole delle frodi alimentari - dichiara Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino - dall'epidemia della Bse, responsabile di 225 morti in Europa, il livello di attenzione istituzionale e sociale ha posto nuovi problemi da risolvere e sfide da raccogliere. Tanti i progressi, ma lunga ancora la strada per una vera tutela del consumatore e del Made in Italy". In particolare servono pene più severe contro i falsari del cibo e l'inserimento dell'origine degli alimenti in etichetta. Per Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, "il rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale è la premessa per produrre cibo sano, libero da Ogm e residui di sostanze pericolose. Garantire la sicurezza alimentare è sinonimo non solo di salute per i cittadini ma è anche fondamentale per custodire il patrimonio di sapori e le tipicità dei nostri territori". Per questo, è importante sostenere le aziende che certificano processi e prodotti nei confronti dei consumatori, aderendo a disciplinari di qualità. Difesa della sicurezza alimentare, legalità e rispetto del lavoro sono elementi "senza i quali è assai difficile che ci sia rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini''.