Welfare

Inps: 296 mld di uscite per prestazioni istituzionali nel 2012

Le nuove pensioni previdenziali liquidate nel 2012, comprese anche quelle dell'ex Inpdap e dell'ex Enpals, ammontano a 629.774 con un decremento del 7,4% rispetto all'anno precedente.
24 Ore Roma, 5 dic. (Labitalia) - Nel 2012, su 315 miliardi di uscite correnti, 296 mld sono costituite da prestazioni istituzionali che si articolano in prestazioni pensionistiche (prestazioni che hanno caratteristica di trasferimento periodico e permanente) e prestazioni non pensionistiche. E' quanto si legge nel Bilancio sociale Inps 2012, presentato oggi a Roma. Le prestazioni pensionistiche a loro volta possono essere articolate in prestazioni previdenziali (prestazioni per le quali vi è una contribuzione per il finanziamento, ma che possono e sono integrate anche da trasferimenti statali) e prestazioni assistenziali, che non prevedono un finanziamento contributivo e sono sostenute solo dai trasferimenti statali. Le pensioni (inclusi gli assegni di accompagnamento per gli invalidi civili) ammontano a 261,5 miliardi con un incremento del 2% rispetto al 2011, e rappresentano l'88,4% delle prestazioni complessive. Le prestazioni non pensionistiche, che coprono il restante 11,6%, sono pari a 34,3 miliardi di euro con un incremento del 22,4% rispetto all'anno precedente. Il trasferimento complessivo per gli invalidi civili è di 16,7 miliardi, in leggero aumento rispetto all'anno precedente. Nel 2012 la spesa per ammortizzatori (al netto dei contributi figurativi) è aumentata del 17% ed è passata da 10,8 miliardi a 12,7 con un aumento di 1,9 miliardi. Se consideriamo anche la spesa per contributi figurativi (che sono sostanzialmente a carico dello Stato), la spesa globale per ammortizzatori sociali ammonta a 22,7 miliardi rispetto ai 19,1 del 2011 con un aumento del 19% circa. La spesa complessiva (compresi i contributi figurativi) è finanziata per il 37,5% dai contributi delle imprese e dei lavoratori e per il 62,5% dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni. Aumenti rilevanti hanno riguardato il tfr (+19%) per i privati, mentre il tfr per i pubblici si è ridotto a causa delle norme di contenimento della spesa. Nel 2012 l'Inps ha erogato in tutto 21,1 milioni di pensioni, tra cui 17,5 milioni di pensioni previdenziali ivs (invalidità, vecchiaia, superstiti) per 236,7 miliardi di euro e 3,6 milioni di pensioni assistenziali (principalmente pensioni e assegni sociali e prestazioni agli invalidi civili) per 24,8 miliardi di euro. La spesa lorda complessiva, percepita da 15,9 milioni di pensionati, è stata di 261,5 miliardi di euro (inclusa la spesa per indennità di accompagnamento agli invalidi civili) ed è aumentata del 2%. Il 2012 è l'anno in cui ha trovato applicazione la riforma Fornero che ha radicalmente modificato il sistema pensionistico, con l'obiettivo di contenere l'aumento della spesa. Le nuove pensioni previdenziali liquidate nel 2012, comprese anche quelle dell'ex Inpdap e dell'ex Enpals, ammontano a 629.774 con un decremento del 7,4% rispetto all'anno precedente. Nel complesso, le pensioni di anzianità sono le più numerose, 172.561, se si eccettuano le pensioni ai superstiti che però sono in gran parte sostitutive di pensioni già in essere.La spesa per pensioni di anzianità, pari a 4,6 miliardi di euro, assorbe oltre la metà della spesa previdenziale complessiva pari a 9,3 miliardi. La quota destinata alle anzianità sale ulteriormente se si considerano solo le pensioni dirette (non conteggiando quindi le prestazioni ai superstiti) la cui spesa ammonta a circa 7,2 miliardi. Per ciò che riguarda le pensioni di vecchiaia, si evidenzia una notevole differenza di anzianità contributiva tra dipendenti privati (24,5 anni) e dipendenti pubblici (35 anni). L'età media di ingresso al pensionamento di anzianità nel 2012 è stata di 58,8 anni per i privati, 60 per i pubblici, 60,4 per gli autonomi; mentre per la vecchiaia rispettivamente 62,5 e 64,4 e 64,6 (il valore inferiore per i dipendenti privati si spiega con la previsione di un limite d'età di pensionamento legale più basso per le donne nel settore privato). In un'ottica di genere si rileva che, essendo le donne le maggiori beneficiarie di pensioni di vecchiaia, in particolar modo nel comparto del lavoro dipendente privato e pubblico, esse arrivano al pensionamento in età più avanzata dei colleghi uomini prevalentemente destinatari di pensioni di anzianità.Per quanto riguarda l'anzianità media contributiva, si osserva nel 2012 per le pensioni di anzianità un aumento tra i lavoratori dipendenti (39,9 anni per i privati e 39 anni per i pubblici) rispetto al 2011 e un lieve calo per i lavoratori autonomi (39,5 anni). Per le pensioni di vecchiaia, viceversa, è nel comparto pubblico che si registra una diminuzione dell'anzianità contributiva media che passa da 36,3 anni nel 2011 a 35 anni nel 2012. Le pensioni ai superstiti registrano, rispetto al 2011, un incremento dell'1,8% del numero dei trattamenti (240.072) e del 5,1% della spesa annua (2,1 miliardi di euro). I maggiori incrementi si rilevano tra i lavoratori autonomi (+3,4%) e i dipendenti pubblici (+2,3%), mentre tra i dipendenti privati le nuove pensioni liquidate aumentano dello 0,8% rispetto al 2011. Le donne si confermano in tutte le categorie di lavoratori interessate quali beneficiarie, in via maggioritaria, di pensioni di vecchiaia e ai superstiti, mentre le nuove anzianità liquidate sono essenzialmente maschili. Le prestazioni assistenziali (pensioni, assegni sociali e prestazioni agli invalidi civili) liquidate nel 2012 sono 516.566 (+21,8% rispetto al 2011) e presentano un importo medio mensile di 419 euro. La maggioranza dei nuovi trattamenti (91,5% pari a 472.874) è costituita da provvidenze economiche di invalidità civile, prevalentemente a favore di invalidi totali. Sul totale delle nuove erogazioni, la quota di prestazioni destinata alle donne è del 57,6%. Gli uomini prevalgono leggermente tra i percettori di pensioni e assegni sociali (51,4%), mentre tra le provvidenze a favore degli invalidi civili la quota femminile sale al 58,5%.