Sindacato

Banche: Romani (Fiba Cisl), tetto a stipendi top manager per cambiare modello

"Proposta di legge di iniziativa popolare", annuncia il leader della Fiba.
24 Ore Roma, 5 dic. (Labitalia) - "Abbiamo deciso di partire dal tetto alle retribuzioni dei top manager non solo per limitare questi salari che effettivamente in alcuni casi sono esageratamente alti, ma anche e soprattutto perchè vogliamo cambiare il modello economico distorto che ci sta dietro: la crisi economica nasce, infatti, da un modello che non funziona perché non redistribuisce sufficientemente la ricchezza e così facendo comprime i redditi e aumenta il debito. Occorre proprio cambiare il modello economico". Così Giulio Romani, segretario generale della Fiba Cisl, parla con Labitalia dell'iniziativa che il sindacato dei bancari della Cisl "da solo e con il solo appoggio della Fabi", sottolinea Romani, ha portato questa mattina all'attenzione della Camera dei deputati."Nella proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo consegnato al Parlamento -dice Romani- prevediamo non solo il tetto massimo di 588.000 euro l'anno tra salario fisso e variabile (che è comunque una cifra ragguardevole), ma diciamo anche che il top manager deve essere eretribuito in base al merito. E che il merito si misura non solo sull'andamento economico dell'azienda ma anche e soprattutto sulla base occupazionale. Se fa profitti licenziando, non si deve 'premiare'". Il settore bancario, osserva, "ha subito un notevole ridimensionamento in termini di personale, abbiamo perso il 10% degli occupati e si calcola una perdita di oltre 40.000 posti di lavoro fino al 2020". Non solo. "I bancari dagli anni '90 in poi hanno rinunciato a quote significative di retribuzione, e ora gli stipendi dei lavoratori delle banche, che erano più alti della media, si sono livellati", avverte. Una rinuncia, spiega Romani, fatta "per pagarsi gli ammortizzatori sociali, in modo tale che le uscite dal lavoro i bancari se le sono pagate da soli". In questo scenario, ha fatto irruzione la disdetta unilaterale da parte dell'Abi del contratto collettivo di lavoro in scadenza a luglio 2014. "Dalla mattina alla sera -afferma il leader della Fiba Cisl- ci hanno detto: il contratto non c'è più, ma la cosa più grave è che ci hanno anche detto che nel momento in cui scadrà l'accordo vigente, tutta la categoria sarà lasciata senza contratto.""Una cosa inaudita -conclude Romani- perchè significa che non ci saranno neanche più diritti e tutele. Il disegno ci appare abbastanza chiaro: smantellare il contratto nazionale per andare ad accordi gruppo per gruppo".