Professioni

Federagit, no a dequalificazione Ue, guide non spiegano solo arte

Categoria contraria a legge europea su esercizio lavoro senza verifica preparazione.
24 Ore Pisa, 24 mar. (Labitalia) - "Le guide turistiche non spiegano solo le opere artistiche, ma comunicano cultura. Per questo, la categoria si oppone alla legge europea 97 del 2013 che, di fatto, dequalifica in maniera ingiustificata il livello di illustrazione dei beni culturali nel nostro paese e il contenuto stesso della professione, andando così incontro a un'inaccettabile perdita di pil per l'economia nazionale nonché alla riduzione di entrate fiscali e previdenziali". A dirlo Maria Chiara Ronchi, presidente Federagit (Federazione accompagnatori guide e interpreti turistici), in un'intervista a Labitalia, in occasione del convegno nazionale 'Tutela del patrimonio culturale italiano valore e ruolo delle professioni turistiche', in corso a Pisa."La categoria - continua la presidente Federagit - non può accettare che le guide turistiche abilitate, anche negli altri 27 Stati dell'Unione europea, esercitino la professione su tutto il territorio nazionale, senza che venga verificata una preparazione specifica sul patrimonio culturale e paesaggistico italiano". "Per la ricchezza di beni culturali presenti nel nostro Paese - sottolinea Maria Chiara Ronchi - è impossibile saper effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano, il cui patrimonio va dalla preistoria all'arte contemporanea. Non è possibile padroneggiare approfonditamente le conoscenze teoriche e la logistica di tutte le visite". Per la presidente Federagit, "con la legge europea il patrimonio verrebbe illustrato da guide specializzate in patrimoni di altri territori: inevitabilmente si effettuerebbero visite guidate solo nei monumenti maggiormente visitati". "Le visite sarebbero generiche e superficiali e priverebbero - rimarca - il visitatore-consumatore di servizi di qualità e del diritto a una corretta divulgazione del patrimonio culturale italiano. Con questa legge, le guide perdono la loro qualificazione, ma anche le Regioni perdono le loro guide qualificate"."La categoria è decisa ad andare avanti - fa notare - e, proprio per questo, si sta diffondendo, su tutto il territorio nazionale, la sigla Federagit. Tuttavia, siamo soddisfatti dell'impegno preso dal ministro Franceschini, sull'istituzione di un gruppo di lavoro aperto a tutte le rappresentanze e associazioni, per arrivare a definire una legge che regoli tutta la materia tenendo conto delle competenze statali e di quelle regionali". "La guida turistica - avverte Maria Chiara Ronchi - crea l'aggancio del turista-visitatore con i beni culturali. Si tratta di un lavoro espressamente divulgativo, ma se non fortemente ancorato alla conoscenza profonda del territorio, perde la sua essenza".