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La crisi di aziende che chiudono si riversa anche su studi professionali

24 Ore Fiuggi (Fr), 27 giu. (Labitalia) - Il dramma delle aziende che chiudono o che si trovano in difficoltà si sta riversando inevitabilmente sull’attività degli studi professionali. Emerge dal rapporto “Professione Professionista nel 2014. Come vincere la crisi, mantenere il cliente ed acquisirne di nuovi attraverso soluzioni efficienti e nuovi servizi”, realizzato da 50&Più, Sistema Associativo e di Servizi, e Seac Spa, di cui si è parlato oggi a Fiuggi nel corso del 'Festival del lavoro'. L’indagine è stata realizzata intervistando oltre 10 mila professionisti fra consulenti del lavoro, dottori commercialisti, esperti contabili ed altri figure professionali del settore, nel periodo compreso tra il 16 settembre e il 1° ottobre 2013. Crescono, per il 21.8% degli intervistati, i clienti che riescono a pagare solo in parte le prestazioni e i servizi erogati. A questi vanno aggiunti i clienti totalmente insolventi, che chiedono una sospensione degli onorari (15.1% del campione), i clienti che chiedono una rinegoziazione delle parcelle, per il 17.8%, e coloro che fanno richiesta di una dilazione dei pagamenti nel tempo per il 12.9%.A questa “crisi dei pagamenti” c’è poi da aggiungere il gravissimo problema della chiusura delle aziende, dovuta ai bilanci non più in equilibrio, per il 20.5%. Inoltre c’è da considerare il dramma di imprenditori che decidono di chiudere l’attività, pur avendo le loro imprese bilanci in attivo, a causa della completa sfiducia nei confronti del futuro, per il 9.3% degli intervistati. Nell’immediato, per difendere la sopravvivenza dell’azienda “studio professionale”, analizzando i dati della ricerca, nascono e si diffondono strategie “reattive” e mirate. Il primo intervento evidenziato da quasi il 74% degli intervistati riguarda la possibilità di ampliare la gamma dei servizi offerti alla clientela, cercando di accrescere al contempo il livello qualitativo per tutte le prestazioni. E per ottenere questo risultato, dice il 73% del campione. è necessario cooperare con altri soggetti sul territorio, creare sinergie con professionisti o imprese, per estendere i vantaggi e le opportunità, derivanti da eventuali partnership, al numero più elevato di clienti. Fondamentale per il 63.9% dei titolari degli studi professionali è essere costantemente aggiornati sulle nuove opportunità tecnologiche e valutare la possibilità di rinnovare la piattaforma informatica su cui poggia il lavoro e l’intera organizzazione degli studi. In contemporanea è necessario per il 60.3% del campione aumentare le competenze e la professionalità dei dipendenti e collaboratori, attraverso l’avvio di processi formativi e “piani di riorganizzazione dei processi produttivi”.