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Gay: Lo Giudice (Pd), da Alfano attacco politico, Ncd con i neofascisti

24 Ore Roma, 7 ott. (Adnkronos) - "Quello messo in campo da Alfano non è un conflitto istituzionale fra comuni e ministero dell'Interno ma uno scontro politico fra sindaci riformatori e aperti all'Europa e il segretario dell'Ncd, un partito che si sta opponendo in tutte le sedi al riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso". Così il senatore Pd Sergio Lo Giudice commenta le dichiarazioni di oggi di Angelino Alfano che ha annunciato la cancellazione d'ufficio delle registrazioni delle nozze same-sex stipulate all'estero."Nonostante la Corte Costituzionale abbia sollecitato più volte le Camere a legiferare sulle coppie dello stesso sesso -aggiunge- Ncd fa ostruzionismo in parlamento, manifesta nelle piazze con i neofascisti e usa le istituzioni per comprimere un processo inarrestabile di estensione di diritti. "La registrazione nei comuni degli atti di matrimonio fra persone dello stesso sesso stipulati nei Paesi che lo consentono ( ad oggi 11 stati europei, 24 stati Usa, Canada, Sudafrica, Argentina, Brasile ed altri ancora) non modifica lo stato civile dei richiedenti né rappresenta il riconoscimento degli effetti giuridici di quelle nozze", spiega Lo Giudice, fra i primi a ottenere dal comune di Bologna la trascrizione del matrimonio ad Oslo col suo compagno Michele. (segue)(Adnkronos) - "Si tratta -dice Lo Giudice- di una presa d'atto di quei matrimoni, a cui si dà una pubblica evidenza senza modificare lo stato civile. Con questi presupposti, la cancellazione d'imperio delle trascrizioni ricorda il tentativo di annullare i primi registri delle unioni civili negli anni '90 ,fallito dopo i pronunciamenti dei Tar". "Fino a qualche anno fa -ricorda- il Viminale poteva definire i matrimoni fra gay o lesbiche 'contrari all'ordine pubblico': dopo che la Corte europea dei diritti umani ha sancito che nell'ordinamento europeo il concetto di matrimonio include quello fra persone dello stesso sesso questo non è più possibile. Se si vuole togliere il tema dall'iniziativa dei comuni e dalle aule dei tribunali c'é un solo modo: il Parlamento faccia presto una legge, perché il Paese non può più aspettare", conclude il senatore dem.