Sostenibilita

Formaggi a Denominazione di Origine Protetta, ogni famiglia spende 83 euro l'anno

24 Ore Roma, 20 mag. - (Adnkronos) - I formaggi di qualità Dop, tra italiani e stranieri, in Italia vengono consumati soprattutto nelle case. Nel 2009 ogni famiglia ha speso 83,2 euro pari a 8,1 kg/anno. Ne sono stati acquistati 183,6 milioni di kg per una spesa di 1.881 milioni di euro, con una contrazione delle vendite dello 0,7%. I dati Afidop sono stati diffusi in occasione della presentazione del primo 'Carrello dei Formaggi italiani Dop' per la ristorazione. L'obiettivo è diffonderne cultura e consumi, oggi quasi esclusivamente a livello familiare, considerando che ai formaggi a Denominazione di Origine Protetta è destinato il 51% del totale del latte prodotto in Italia. (VIDEO) Nonostante il nostro Paese vanti una lunga tradizione nei formaggi (su circa 2.000 tipi prodotti a livello mondiale, oltre 400 sono italiani), il loro consumo avviene quasi esclusivamente in famiglia, poco nella ristorazione e, quando viene proposto, viene offerto come fine pasto. Di qui il progetto, patrocinato dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è realizzato da Latteitalia, organizzazione comune che raggruppa i produttori del settore lattiero-caseario, con la consulenza di Cooq, società specializzata in progetti per il mondo alimentare. Il prototipo del carrello viene presentato in anteprima in tre città italiane, Roma, Milano e Palermo, con un apposito logo ''Il Carrello dei Formaggi Dop italiani'' ed un Regolamento d'uso. ''Il nostro obiettivo - afferma il presidente di LatteItalia, Giovanni Rossi - è valorizzare il patrimonio lattiero caseario nazionale Dop a cui concorre ogni singola Regione e quindi diffondere una tradizione ben radicata nel nostro territorio che non ha nulla a che invidiare ai nostri cugini d'oltralpe francesi''. L'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (Aicig) ha chiesto un impegno del Parlamento Italiano per sensibilizzare i membri italiani del Parlamento Europeo nonchè per supportare adeguatamente l'azione del ministro Saverio Romano in sede di Consiglio dei ministri europeo. Già dalla pubblicazione del Libro Verde sulla qualità Aicig si sta muovendo, sempre coordinandosi con il Ministero delle politiche agricole, con forti azioni di lobby a livello comunitario per supportare gli interessi delle produzioni Dop e Igp nazionali e, nel caso in cui Bruxelles rimanesse sorda alle richieste avanzate, i Consorzi si dichiarano pronti a mettere in discussione l'intero sistema delle Dop e Igp. ''Il sistema Consorzi - afferma Stefano Berni, membro del Consiglio direttivo Aicig e direttore del Consorzio del Grana Padano - si sta muovendo coordinato e con forza, è necessario però l'impegno di tutti nella stessa direzione per ottenere i risultati sperati tra cui, in primo luogo, la possibilità di regolamentare i volumi produttivi per i prodotti Dop e Igp. Se nell'ambito della riforma oggi in discussione a Bruxelles non dovesse trovare posto questo aspetto fondamentale, saremmo nostro malgrado costretti a mettere in discussione l'intero sistema che, evidentemente, non è adeguato e non rappresenta le realtà agroalimentari italiane". "Non si capisce infatti - continua la nota - la motivazione per cui i servizi della Commissione Europea si mettano di traverso su questa richiesta volta a preservare i livelli qualitativi di prodotti i cui quantitativi certamente non influenzano il mercato e non interviene sulla questione Lactalis - Parmalat". Le richieste e le aspettative di Aicig legate all'importante riforma sono ormai note e focalizzate su un aspetto ben definito: ottenere il supporto in sede comunitaria sulla posizione presa, per garantire ai Consorzi stessi la possibilità di intervenire sulla regolamentazione dei volumi produttivi per equilibrare domanda e offerta. ''L'evoluzione normativa attualmente in atto a Bruxelles condizionerà l'intera produzione Dop e Igp nazionale dei prossimi decenni - dichiara Stefano Fanti membro del Consiglio direttivo Aicig e direttore del Consorzio del Prosciutto di Parma - è importante un impegno comune e trasversale di tutti gli operatori del settore e della politica".