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Nonostante i tentativi di imitazione nel mondo si conosce solo la grappa del belpaese

L'Istituto nazionale grappa chiede tutela perché in alcuni Paesi nei quali l'Italia esporta esiste una tendenza a tagliare il prodotto.
24 Ore Trento, 20 mag. (Labitalia) - Nel mondo ci sono diversi modo di grappa. In Francia si chiama Marc, in Spagna Orujo, in Germania Trester, in Ungheria Palinka, in Portogallo Aguardente, in Albania Raki. In Italia il distillato ha un nome che si conosce ovunque e che da solo contribuisce alla crescita del prodotto grappa che dal 2006 è anche IG, Indicazione Geografica riconosciuta dalla Commissione europea. Un vero e proprio 'marchio registrato' che identifica un prodotto esclusivamente italiano e che come tale è spesso sottoposto a imitazioni o contraffazioni.E i problemi di tutela del marchio infatti non mancano. "Proprio per difendere l’immagine del nostro distillato sul mercato mondiale - sostiene Cesare Mazzetti, presidente di Istituto nazionale grappa - chiediamo tutela perché in alcuni Paesi nei quali esportiamo abbiamo riscontrato una tendenza a tagliare il prodotto"."La chiamano grappa -rimarca- ma in realtà si tratta di una parte del nostro prodotto miscelato con distillati locali, che non rispetta la qualità originale e che va a creare confusione nei consumatori, causando danni notevoli agli operatori e al territorio di origine. Il prodotto grappa si consuma poco all'estero perché è poco conosciuto e perciò dobbiamo investire nell’immagine, così che anche gli stranieri comincino a conoscerla adeguatamente. Il nostro obiettivo è dunque quello di comunicare al meglio il nostro prodotto e possiamo farlo con l'aiuto dei ristoratori e un'adeguata strategia promozionale'". E proprio in questi giorni, in occasione della 75esima edizione della Mostra dei Vini del Trentino a Trento, si parla dell'acquavite di vinaccia come prodotto made in Italy doc. "La Mostra - commenta il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli - è un appuntamento importante a cui l'Istituto non può mancare perché mette insieme l’eccellenza enologica della nostra regione richiamando ogni anno migliaia di appassionati da tutta Italia e non solo. Un modo per incontrare i produttori nel loro territorio e offrire la possibilità di degustare, ma anche di scoprire le distillerie stesse con la possibilità di poter fissare delle visite in azienda".La Grappa del Trentino è tra i distillati più antichi d'Italia. Oltre alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto locale è infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità attraverso l'impiego del sistema trentino 'bagnomaria' che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto. Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata lentamente. E fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del bagnomaria è il sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, rende migliori profumi e aromi delle grappe. La produzione di grappa, rileva Assodistil, nel 2009 si è assestata su 11.000.000 di litri anidri con una flessione rispetto al 2008 (-8,3%) ma con un segno più davanti alla media di crescita degli ultimi dieci anni, ovvero +34,1% rispetto al 1999. Sempre nel 2009 sono stati esportati 1.913.300 litri anidri di grappa , pari al 17%della produzione totale, di cui 1.325.200 nel solo mercato tedesco, ovvero 2/3 del totale delle esportazioni. Di quanto esportato in Germania, il 64% è in bottiglia, con le etichette originali e i controlli sui produttori, mentre il restante 36% viene importato sfuso in cisterne, con il forte rischio di generare frodi. I 229.000 litri anidri che l'Italia esporta in Svizzera sono equamente ripartiti tra prodotto in bottiglia e prodotto sfuso mentre il terzo paese importatore, l'Austria con 74.600 litri anidri, è positivamente orientata all'importazione di grappa in bottiglia così come anche il Belgio e i Paesi Bassi. Il mercato americano, Stati Uniti e Canada, è presente solo nelle importazioni di grappa 'in bottigli''. Si tratta tuttavia di quantità marginali: 113.200 litri in totale per tutti i mercati secondari, pari a circa il 6% del totale esportazioni.