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Unioncamere: pochi ingegneri in Lombardia, Veneto cerca musicisti

Mentre nel Lazio richiesti accompagnatori turistici
24 Ore Roma, 20 nov. (Labitalia) - In Lombardia, ci sono buone opportunità di trovare lavoro nelle imprese dell’industria e dei servizi per gli ingegneri elettronici e dell’informazione da assumere come esperti software o analisti programmatori, mentre in Piemonte una laurea in Scienze dell’informazione può valere un posto da responsabile delle iniziative promozionali. Il Veneto fa fatica a trovare bravi stuccatori edili, il Lazio accompagnatori turistici, e ancora il Veneto scenotecnici e musicisti. E' la mappa del lavoro nel 2014, disegnata dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro e diffusa in occasione di Job&Orienta, il Salone nazionale sull’orientamento, scuola, formazione e lavoro, in corso a Verona. Un 'puzzle' di piccole e grandi incongruenze: sebbene le entrate complessive siano in aumento rispetto al 2013 (ma il saldo risulti ancora negativo), per 61mila delle 613mila assunzioni stagionali e non stagionali complessive programmate nel corso del 2014 le imprese ritengono di avere qualche difficoltà a trovare la persona giusta. "Il dato, percentualmente il più contenuto mai rilevato dall’indagine Excelsior, deriva - spiega Unioncamere - da due croniche forme di disallineamento della domanda-offerta di lavoro del nostro 'pazzo' - in considerazione dell’alto tasso di disoccupazione attuale - mercato del lavoro: una legata all’offerta (poche persone disponibili con lo specifico titolo di studio in alcune realtà territoriali"."E' il caso - prosegue - soprattutto delle lauree in ingegneria e, di conseguenza, connessa a un sistema dell’orientamento che non raggiunge adeguatamente giovani e famiglie; l’altra dovuta alle competenze richieste dalle imprese e, quindi, strettamente dipendente dalla insufficiente diffusione di quelle abilità acquisibili solo attraverso il potenziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, in grado di far fare ai giovani una prima esperienza lavorativa e di allineare maggiormente la formazione scolastica alle esigenze del sistema produttivo. Sebbene il contesto economico ancora non presenti significativi segnali di inversione del ciclo, le nostre imprese hanno ricominciato a investire, tra mille cautele, sul capitale umano. Questo è indice della vitalità del sistema produttivo italiano, che tuttavia, anche in un momento in cui il tasso di disoccupazione è particolarmente elevato, non smette di scontrarsi con la difficoltà di reperimento di diverse professioni. E’ l’ennesima conferma della necessità di continuare a investire sulle politiche che facilitino l’incontro domanda-offerta di lavoro a partire dai banchi di scuola, soprattutto attraverso l’orientamento e l’alternanza”, conclude.Dunque, una laurea in ingegneria informatica, soprattutto per chi vive o è disponibile a trasferirsi in Lombardia, rappresenta, anche in questo 2014 così difficile per il mercato del lavoro, una buona carta da giocare per un impiego: delle 530 assunzioni di esperti software con questa laurea in tutta Italia, 210, cioè poco meno del 40%, sono considerate dalle imprese di difficile reperimento per gap di offerta (ossia, a causa di un numero di richieste superiore alle candidature proposte). Tra le regioni, la Lombardia è quella che registra la più elevata quota di assunzioni difficoltose a fronte di una domanda sostenuta. La stessa situazione si presenta per i 930 profili di analista programmatore ricercati in tutto il Paese nel 2014, 300 dei quali (il 32%) di difficile reperimento. Più contenuta, ma comunque superiore alla media la difficoltà di assunzione per altre due professioni legate alle nuove tecnologie, aperte sempre agli ingegneri informatici: quella di programmatore informatico (3.300 le assunzioni complessive previste, 650 delle quali di difficile reperimento) e di progettista di software (940 assunzioni, 150 delle quali non semplici). In tutti questi casi, è sempre la Lombardia la regione in cui la ricerca di questi profili presenta le maggiori criticità. Nella classifica delle prime 5 professioni per laureati in cui le imprese lamentano un gap di offerta, al terzo posto di posizionano quest’anno gli esperti di gestione aziendale: 580 le assunzioni stagionali e non stagionali previste, 150 quelle 'difficili', sempre la Lombardia che ne cerca contestualmente di più e fa più fatica a trovarne.Una, però, la differenza sostanziale rispetto alle professioni legate al mondo dell’informatica che la precedono e la seguono: per trovare il giusto profilo, le imprese punteranno soprattutto sulla conoscenza diretta del candidato (conseguita attraverso precedenti contratti 'atipici' o stage), mentre negli altri casi compulseranno i curriculum accumulati soprattutto nelle banche dati aziendali."Un problema prevalentemente legato - spiega Unioncamere - alle reali competenze e all’esperienza rende invece difficile trovare, per le imprese dell’industria e dei servizi, la stragrande maggioranza dei 130 responsabili di iniziative promozionali (per lo più con una laurea in Scienze della comunicazione) ricercati soprattutto in Piemonte, nonché 180 dei 280 cantanti lirici (dottori in Musicologia e spettacolo) per i quali il Veneto presenta la più elevata difficoltà di reperimento".Tra le lauree più ricercate ma anche più difficili da reperire per carenza di offerta sul mercato del lavoro si confermano anche nel 2014 alcuni indirizzi di ingegneria. In primo luogo, quello informatico (5.940 assunzioni stagionali e non stagionali complessive previste, di cui 1.310 di difficile reperimento); a seguire ingegneria elettrica (640 assunzioni di cui 130 complesse) ed elettronica (1.800 assunzioni, 250 difficili). Un gap di formazione e/o di esperienza viene anche rilevato dalle imprese che cercano quest’anno (oltre ai laureati in Musicologia e spettacolo da assumere come cantanti lirici e a quelli in scienze della comunicazione, ai quali assegnare l’incarico di Responsabile delle iniziative promozionali), ai laureati in ingegneria delle telecomunicazioni da inquadrare prevalentemente come progettisti elettrici (660 le assunzioni totali, 160 quelle con difficoltà) e ai ben più numerosi ingegneri meccanici che andranno prevalentemente a svolgere attività di progettazione: 3.520 i contratti che le imprese intendono attivare quest’anno, 490 quelli con difficoltà di reperimento.Se si considerano poi i diplomati, il problema principale rilevato dalle imprese si concentra prevalentemente sulle competenze, ritenute insufficienti. Per questa ragione, anche quest’anno le imprese, in particolar modo quelle venete, segnalano difficoltà di reperimento per la stragrande maggioranza delle 120 figure di stuccatore edile ricercate a livello nazionale, profilo per il quale è richiesto il diploma di perito edile.Complessa anche la ricerca, soprattutto nel Lazio, di 330 transferisti addetti all’assistenza e ricevimento agli arrivi e alle partenze (profilo che rientra tra gli accompagnatori turistici) su complessivi 360. Tra i diplomi richiesti per svolgere questa professione, quello maggiormente ricercato è perito aeronautico. Supera il 90% anche la difficoltà di reperimento per gli scenotecnici, ricercati in 320 ma difficili da trovare in 290, mentre scende al 50% quella per i 360 musicisti diplomati presso un liceo musicale, di cui 180 risulterebbero carenti sul mercato. In entrambi i casi è il Veneto la regione che presenta la maggior difficoltà di reperimento.Molteplici i canali utilizzati quest’anno dalle imprese per reperire questi profili. Se per gli stuccatori edili le imprese puntano sulla conoscenza diretta (attraverso precedenti contratti o stage), per gli accompagnatori turistici e gli scenotecnici si avvarranno principalmente delle banche dati aziendali mentre per i musicisti ritengono di puntare sugli operatori professionali, tra cui figurano società interinali e di selezione oltre che le associazioni di riferimento. Infine, sono davvero pochi gli indirizzi di diploma che quest’anno presentano una difficoltà di reperimento superiore al 10% medio. Che l’utilizzo delle nuove tecnologie sia sempre più importante per le nostre imprese lo dimostra anche la richiesta di 320 tecnici commerciali con indirizzo programmatori, di cui nel 44% dei casi, per complessivi 140 posti di lavoro, le imprese lamentano una scarsità di presenza sul mercato (ancora una volta, soprattutto in Lombardia). Competenze ed esperienza non adeguata sembrano invece accompagnare la difficile ricerca di quasi tutti i 150 ottici complessivamente richiesti in Italia, con il Piemonte che appare la regione in cui domanda e difficoltà di reperimento sono maggiori. Lo stesso gap, infine, caratterizza la domanda di 180 dei 750 diplomati al liceo musicale da inquadrare prevalentemente con insegnanti di arti applicate. La regione in cui sono maggiormente ricercati? Il Veneto, ovviamente.