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Ist. Piepoli, aumento flessibilità cambiamento positivo

24 Ore Milano, 27 nov. (Labitalia) - “Dal nostro sondaggio risulta che per il 45% degli intervistati l’aumento della flessibilità può essere considerato un cambiamento positivo. Parliamo di flessibilità nel senso di 'adattabilità a condizioni avverse'. L’opinione pubblica capisce che siamo in un momento di crisi, ha bisogno di lavorare e quindi accetta una maggiore flessibilità. È un adattamento a un mercato del lavoro che è diventato più liquido, un adattamento a un nuovo sistema in cui la flessibilità può essere vista anche come un’opportunità di crescita”. Lo dichiara a Labitalia Roberto Baldassari, presidente dell’Istituto Piepoli, in occasione del 'Forum delle risorse umane 2014', in corso a Milano.“Altro tema molto importante -aggiunge - è quello della meritocrazia. La percezione delle aziende da parte dell’opinione pubblica in questo caso è positiva al 30%, mentre il 65% dichiara che le aziende selezionano in base al merito ‘poco’ o ‘per nulla’. Va detto che i vertici aziendali spesso sono meritocratici, tuttavia all’interno delle grandi aziende questa spinta si può perdere perché le aziende sono organismi complessi, ed è in queste complessità che l’opinione pubblica immagina che ci possano essere delle disfunzioni”.“Per quanto riguarda la reputazione aziendale, invece, gli italiani considerano parte integrante della costruzione del marchio anche l’attenzione che l’azienda ha per i suoi lavoratori e quanti posti di lavoro riesce a creare. Un'azienda non è solo pubblicità ma viene percepita e valutata anche in base alla sua funzione sociale e alla sua capacità di essere parte attiva nel risolvere i problemi del Paese, e in questa fase storica il lavoro è quello che ha la priorità. Al momento, quindi, un’azienda che cura i propri dipendenti, puntando sulla crescita personale e professionale dei lavoratori e sul loro coinvolgimento nelle dinamiche aziendali, avrà una reputazione migliore”, conclude.