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Tiraboschi, dati Censis sono appello mondo del lavoro a rinnovamento sindacato

24 Ore Roma, 5 dic. (Labitalia) - "Possiamo interpretare questi dati come un estremo appello del mondo del lavoro al sindacato a rinnovarsi, poiché esistono ancora molti lavoratori disposti a credere nel suo ruolo originario: rappresentare la persona che lavora, le sue esigenze e i suoi bisogni materiali e non solo, molto meglio di quanto possa fare una norma di legge o lo Stato". Così Michele Tiraboschi, giuslavorista ed esperto di relazioni industriali (è coordinatore del comitato scientifico di Adapt), commenta con Labitalia i dati del Rapporto Censis sulla percezione del sindacato."Il Rapporto Censis -prosegue Tiraboschi- evidenzia, con la consueta profondità di analisi, una realtà del Paese molto lontana e diversa da quella descritta nell’ultimo periodo dal confronto politico e anche dai media. Il primo dato è che, pur in una profonda crisi del sindacato, tra i lavoratori è ancora sentita l’esigenza di una rappresentanza del lavoro soprattutto ora, che cambia e si trasforma senza che se ne riescano ancora a capire le dinamiche normative e contrattuali".Rappresentanza, spiega Tiraboschi, "è del resto prima di tutto identità e rappresentazione del lavoro e per questo risulta quanto mai necessario, anche per il sindacato, saper rappresentare la grande trasformazione dei modi di lavorare e produrre causata dalla globalizzazione, dalle tecnologie di nuova generazione, dai cambiamenti demografici". "Fenomeni, questi, che impongono al sindacato di investire sulla ricerca e sui propri centri studio - sottolinea - imparando anche a leggere i nuovi linguaggi della economia e della società".E, avverte il professore, "non si tratta solo di capire che la fabbrica fordista non esiste più, che il posto fisso non è più realtà per la maggioranza dei lavoratori e che i mestieri sono profondamente cambiati: il punto è capire quali nuove tutele e quali tecniche di rappresentanza per dare spazio al nuovo, a un welfare della persona che va oltre gli stretti limiti del lavoro dipendente del Novecento ideologico e industrialista". "Non a caso -osserva Tiraboschi- il Rapporto Censis parla delle difficoltà a 'ricondurre a un unico modello di riferimento dimensioni sociali sempre più complesse e poliedriche': non è questo quello che il sindacato di oggi è chiamato a fare"."La dimensione sussidiaria, la centralità dei mestieri, la vicinanza al territorio e la conoscenza delle singole realtà aziendali devono essere sempre più al centro di un sindacato moderno e competitivo nel mercato del lavoro di oggi", conclude Tiraboschi.