economia

Sindacato: Censis, in crisi ma ci crede ancora il 60% dei lavoratori (2)

24 Ore (AdnKronos) - Di contro, spiega ancora il rapporto Censis, tra quanti non reputano i sindacati soggetti intermedi utili alla vita democratica (il 40% circa) è solo il 12,7% a considerare il loro ruolo del tutto inutile, in considerazione del fatto che gli interessi devono esprimersi attraverso la politica e le istituzioni mentre il 16,9% pensa che siano superati perché superate sono le logiche aggregative degli interessi, non più basate su appartenenze professionali. E il 10,7% punta proprio il dito sull’approccio corporativo e la tendenza a chiudersi nella difesa di microinteressi settoriali, tema questo al centro delle roventi polemiche politiche di questi mesi. Ma se i soggetti di rappresentanza appaiono sempre più svuotati di ruolo è anche perché, racconta il Rapporto, "stanno vivendo al proprio interno una crisi profonda, di identità, che nasce dall’incapacità di ricondurre a un unico modello di riferimento dimensioni sociali sempre più complesse e poliedriche". Si affermano, inoltre, identità lavorative sempre più "ibride" come attesta quella "terra di mezzo" tra il lavoro dipendente tradizionale e autonomo di tipo imprenditoriale e professionale che si sta sempre più affermando. Un'area, questa, che nel 2013 conta quasi 3,4 milioni di occupati (il 15,1% del totale) tra temporanei, intermittenti, collaboratori, finte partite Iva e prestatori d’opera occasionale e che tra i giovani, 15-24 anni, sta diventando addirittura maggioritaria, pari al 50,7%, mentre scende progressivamente all’aumentare dell’età (il 22,9% tra i 25 e i 34 anni) e risale in prossimità dell’uscita definitiva dal mercato del lavoro (il 20,6% tra gli over 65)