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Notizie Flash: 1/a edizione - L'economia

24 Ore (AdnKronos) - Roma. Siamo ormai "il Paese delle 'sette giare'", con una "profonda crisi della cultura sistemica". Poteri sovranazionali, politica nazionale, istituzioni, minoranze vitali, gente del quotidiano, sommerso e comunicazione "sono sette mondi non comunicanti", che vivono "di se stessi e in se stessi". Ecco perché, in questa Italia del "bado solo a me stesso", per riconnettere questi sette mondi, la politica deve "orientare la società", "riprendendo la sua funzione di promotore dell’interesse collettivo". E' l'analisi del Censis tracciata nel 48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2014. La 'giara' dei poteri sovranazionali, sottolinea il Censis, ci fa sentire "sempre più condizionati dal circuito sovranazionale, senza che mai corrisponda alle aspettative collettive". La finanza internazionale, osserva "si regola e ci regola attraverso il mercato con procedure che vivono di vita propria, senza innervare una reale dialettica con le realtà nazionali", mentre "le autorità comunitarie, con i vincoli cui sono sottoposti gli Stati, attraverso direttive, controlli, parametri, patti di stabilità, fiscal compact" spingono verso "un crescente egoismo nazionale". Insomma c'è una "separatezza dai poteri reali in Europa" di cui, afferma l'istituto di ricerca socioeconomica, gli italiani si fidano poco visto che il appena il 33% dei nostri concittadini ha fiducia nel Parlamento europeo contro il 37% della media Ue, il 28% nella Commissione europea (32% media Ue), il 22% nella Banca centrale europea (31% media Ue). Ben più della metà, il 64%, degli italiani percepisce l’Unione come burocratica, il 57% la considera lontana, solo il 33% pensa sia efficiente. E mentre il 42% degli europei pensa che la propria voce conti in Europa, la percentuale scende al 19% tra gli italiani. Tutto ciò mentre la 'giara' della politica nazionale "rischia di restare confinata al gioco della sola politica".