economia

Pensioni: Ugl, da Istat fotografia preoccupante

24 Ore Roma, 5 dic. (AdnKronos) - "Purtroppo, i dati diffusi oggi dall’Istat fanno emergere una realtà ben nota che accomuna sia nuovi che vecchi pensionati: assegni sempre più ridotti e povertà sempre più diffusa". Ad affermarlo in una nota congiunta sono il dirigente confederale dell’Ugl, Nazzareno Mollicone, e il segretario nazionale dell’Ugl Pensionati, Corrado Mannucci. I nuovi pensionati, rilevano, "percepiscono assegni inferiori, a parità di anni di contribuzione, a quelli di chi è andato in pensione negli anni precedenti. Si tratta di un effetto perverso delle norme esistenti, risalenti alla riforma Dini del 1995, che collegano il ricalcolo ai fini pensionistici dei contributi versati al Pil il quale, essendo in diminuzione, penalizza quindi il calcolo della pensione. Sono norme che vanno modificate radicalmente - proseguono i sindacalisti - poiché andranno a scapito anche dei futuri pensionati, che vedranno ulteriormente ridotta la loro rendita".Un altro elemento emerso dall’indagine statistica, sostengono ancora, "è l’elevatissimo numero di pensionati che percepiscono assegni inferiori a 1.000 euro mensili, equivalenti al 41,3%: l’Ugl Pensionati è scesa più volte in piazza e continuerà a protestare, anche davanti al Parlamento, fino a quando non verrà varato un provvedimento governativo che elevi quest’importo, recuperando le perdite degli anni precedenti dovute agli incompleti adeguamenti al costo reale della vita. Va infine sottolineato che la crescita dell’incidenza sul Pil della spesa pensionistica è solo apparente: il Pil è calato negli ultimi anni e quindi la spesa pensionistica, pur rimanendo immutata, aumenta indirettamente la sua incidenza. Si dimentica inoltre di segnalare che la spesa pensionistica è finanziata per il 75% dai contributi pagati dai datori di lavoro e dai pensionati, e quindi l’incidenza reale sul Pil si riduce notevolmente, non superando il 5-6%".