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Banche: Abi, crediti deteriorati, mal di testa non tumore al cervello

24 Ore Roma, 8 mar. (AdnKronos) - Il problema dei crediti deteriorati "è un forte mal di testa non è un tumore al cervello". Così il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, rispondendo ai senatori nel corso della sua audizione in Commissione Finanze. Per Sabatini, infatti, spesso "si confonde le cause della malattia con la malattia".L'Italia, rileva, "ha vissuto un periodo di crisi profonda della sua economia, il pil è caduto di 9 punti, sono crollati gli investimenti, è caduta la produzione industriale e la domanda interna". Di conseguenza, osserva Sabatini, "sono aumentati i crediti deteriorati. Se fossero stati disponibili interventi pubblici sarebbe stato auspicabile rilanciare gli investimenti per aiutare le imprese e quindi ridurre i crediti deteriorati. Non era necessario un intervento diretto sulle banche". Il problema, aggiunge, "è stato gestito dalle banche, con l'aiuto degli azionisti privati". In alcuni paesi come l'Irlanda e la Spagna, sottolinea Sabatini, "le sofferenze che hanno portato al collasso del settore bancario nascevano da una patologia che era la bolla immobiliare che è esplosa. E l'unica soluzione in questi paesi è stata, come in Spagna, la creazione di una bad bank. Si è trattata di una terapia d'urto, di un'operazione chirurgica". La situazione delle banche italiane, aggiunge, "è completamente diversa. L'accumularsi dei crediti deteriorati arriva da sette anni di crisi".