economia

8 marzo: Diana Bracco, donna e scienza binomio vincente

24 Ore Milano, 8 mar. - (AdnKronos) - “Le donne, nel mondo del lavoro e della ricerca, manifestano qualità vincenti come l’intuito, la tenacia, la disponibilità all’ascolto, la concretezza, la curiosità e la voglia di non smettere mai di imparare. Anche per questo nessuna impresa può più rinunciare allo straordinario contributo delle donne, che hanno dimostrato in tutto il mondo di essere un fattore di sviluppo civile e culturale e anche un indiscusso motore di crescita economica”. Lo ha dichiarato Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco intervenendo al workshop “Donna, ricerca, benessere” tenutosi in occasione della Giornata internazionale della donna al Centro Ricerche Bracco di Colleretto Giacosa (Ivrea). “Sul potenziale delle donne si deve quindi investire, impegnandosi nella lotta contro ogni tipo di condizionamento e di discriminazione. Noi di Bracco lo facciamo creando un contesto di lavoro in cui le donne si possano esprimere senza dover rinunciare al proprio ruolo nella vita familiare che le vede prendersi cura non soltanto dei figli, ma sempre più anche di congiunti anziani. Nel nostro Gruppo -ha aggiunto Diana Bracco- le donne sono oltre il 40%; il 36% in ruoli di responsabilità manageriale (25% a livello dirigenziale, 39% per quanto concerne la qualifica di quadro) e il 65% a livello di funzioni impiegatizie. Mentre le donne che lavorano nella Ricerca e Sviluppo sono quasi il 50%"."Abbiamo sviluppato da anni -aggiunge Diana Bracco- una politica volta non solo a garantire le pari opportunità nei percorsi professionali, ma anche a mettere la donna in condizione di conciliare esigenze professionali e personali, tracciando strade percorribili". La costante attenzione alla ricerca e all’innovazione, ha concluso Diana Bracco “rappresenta una delle chiavi primarie per il successo e la competitività di ogni singola azienda e dell’intero sistema Paese. La ricerca ha un ruolo strategico perché produce crescita e benessere: una consapevolezza sulla quale opinione pubblica, mondo politico e mass media si soffermano poco. L’Italia deve fare di più: non soltanto nel sostegno alle politiche dell’innovazione, ma nella stessa diffusione della cultura scientifica, che nel nostro Paese, soprattutto a livello femminile, sconta un gap storico nei confronti delle discipline umanistiche”.