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Pd: tensioni dem, chiarimento in Direzione

24 Ore Roma, 8 mar. (AdnKronos) - La Direzione del 21 marzo era stata pensata con un ordine del giorno diverso, si racconta. Doveva essere il momento del lancio dei candidati Pd, vincitori delle primarie, da parte di Matteo Renzi. Poi vuoi il caso di Napoli, vuoi le polemiche montate dalla minoranza la riunione ha assunto anche un'altra veste. Quella di un chiarimento interno. E a volerlo è la maggioranza dem. "Chiedono il congresso, parlano di doppio incarico nel mezzo di una campagna elettorale tostissima? Ce lo dicano in faccia", si ripete nei capannelli 'renziani'. Un "dibattito surreale e sconcertante" quello animato della minoranza, per dirla con Matteo Orfini, mentre "dovremmo essere tutti impegnati a vincere le amministrative". Il timore è che non si stia remando tutti in questa direzione. A Roma, in particolare, dove la situazione è particolarmente complessa. Specie se Roberto Giachetti dovesse avere come competitor a sinistra un altro Pd, Massimo Bray, al posto di Stefano Fassina. "Non accetto che si giochi al congresso sulla pelle di Roma", dice Orfini."Fassina è diventato il nostro migliore alleato...", si scherza nella maggioranza dem. "Ma Bray non sembra aver raccolto grande sostegno nella minoranza -si osserva- anche perchè con Bray, Massimo D'Alema sta tentando un'opa sulla sinistra dem e la cosa non va giù a molti di loro". Al momento, l'ex-ministro non ha ancora sciolto la riserva e il pressing per farlo desistere da ogni tentazione è sostenuto. Dice il senatore 'renzianissimo' Andrea Marcucci: "Bray è stato un deputato ed un ministro del Pd. Spero fino all'ultimo che non si presti ad una operazione che avrebbe l'unico scopo di azzoppare il partito che lo ha eletto ed in cui milita e il candidato sindaco che il centrosinistra deve sostenere, Roberto Giachetti".