sostenibilita

Certificati bianchi, in 9 anni risparmiati quasi 22 mln di tep

24 Ore Roma, 7 apr. - (AdnKronos) - Quasi 22 milioni di tep (tonnellata equivalente di petrolio) di risparmi accumulati dal 2006 a fine 2015 grazie ai certificati bianchi. A tracciare un bilancio è Dario Di Santo, direttore Fire, Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia. Il tema sarà al centro della quinta edizione della Conferenza 'Certificati bianchi: titoli di efficienza energetica a portata di mano', organizzata dalla Fire il prossimo 12 aprile. L’evento, che si svolgerà a Roma presso il Centro congressi Fontana di Trevi, sarà un momento di confronto tra operatori del settore e istituzioni interessate al meccanismo.In particolare, secondo Di Santo, "lo schema, dopo l’entrata in vigore del D.M. 28 dicembre 2012, ha visto importanti cambiamenti. La fine della cumulabilità fra incentivi e la possibilità di presentare progetti a consuntivo solo prima dell’entrata in esercizio ha prodotto il prevedibile calo di titoli, dopo il classico picco che precede siffatti cambiamenti. Il risultato emerge chiaramente dall’analisi dei Tee emessi annualmente pubblicata dal Gme che mostra un calo di 2,8 milioni di titoli rispetto all’anno precedente e di 1,3 milioni sul 2013". Il Gse nel suo rapporto annuale, aggiunge Di Santo, "evidenzia comunque come siano attesi circa 15 milioni di Tee complessivamente (quindi circa 2,5 - 3 milioni annui) nei prossimi anni per via delle PPPM (Proposte di Progetto e Programma di Misura) presentate nel biennio 2014 - 2015, mentre il numero di PPPM presentato si è attestato intorno a mille per anno nello stesso periodo (circa 500 meno dell’anno record 2013, ma più del doppio del 2012 e il quadruplo del 2011)". Nel biennio, spiega il direttore Fire, "si è fatto ricorso all’autotutela per circa 50 progetti su 27.000 e il 96% delle pratiche presentate è stato approvato nel 2015. Numeri che mostrano un meccanismo in salute". Nonostante i numeri, però non mancano alcuni aspetti da curare. Un primo elemento, spiega Di Santo, "è l’andamento dei risparmi annui, purtroppo in calo. Non si tratta di un indice del trend dell’efficienza energetica del Paese, ma segnala possibili complicazioni nel raggiungimento dei target previsti attraverso lo schema". Un secondo tema "sono i prezzi di mercato registrati di recente. Se sostenuto nel tempo, il raggiungimento dei 140 euro a Tee in meno di due mesi e in presenza di titoli sufficienti a raggiungere le soglie di flessibilità dei target potrebbe indurre a introdurre dei correttivi nelle linee guida". Il terzo aspetto "è legato alle problematiche evidenziate nell’ultimo biennio dagli stakeholder". In occasione della conferenza annuale dunque, "la Fire illustrerà i risultati dell’ultima indagine attualmente in corso, che raccoglie numerosi spunti. I punti cruciali emersi sono riconducibili alla mancanza di un referente di progetto, nell’applicazione di regole non sufficientemente chiare a priori che dunque causano incomprensioni e perdita di produttività e nella revisione di scelte relative a progetti approvati".