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Salute: cuore a rischio per più di una milanese su due

Allarme rosso per stress e depressione ed esperti Monzino avvertono, l'infarto 'rosa' è più cattivo
24 Ore Milano, 26 set. (AdnKronos Salute) - Le donne di Milano hanno il cuore fragile. All'ombra della Madonnina ansia, stress e depressione colpiscono oltre la metà della popolazione femminile. E insieme a fumo, dieta scorretta e vita sedentaria, aumentano il rischio di malattie cardiache e di eventi come l'infarto che nella versione 'rosa' è più cattivo. A lanciare l'allarme sono gli esperti del Centro cardiologico Monzino-Ccm e in particolare del 'Monzino Women', che presenteranno i dati domani 27 settembre nel capoluogo lombardo a Palazzo Reale. L'appuntamento con 'Il cuore delle donne' è alle 17, promosso dal Comune con l'Irccs del cuore e l'università Statale. "La ricerca - spiega Alessandra Gorini, responsabile dell'Unità di Psicocardiologia del Monzino - ha studiato le caratteristiche psicosociali di un campione di oltre 700 donne fra i 20 e i 70 anni, di età media 50 anni, in rapporto alla partecipazione ad attività di screening e prevenzione. Tra chi non fa prevenzione il 65% ha sintomi di ansia, il 40% di depressione e il 50% presenta elevati livelli di stress. Nel gruppo attivo in prevenzione, che comprende anche le donne dell'ambulatorio Monzino Women, la sintomatologia è inferiore, ma comunque importante: il 55% manifesta ansia, il 30% depressione e stress"."Il problema non è solo la presenza di fattori di rischio nella popolazione femminile - sottolinea Elena Tremoli, direttore scientifico del Ccm e professore all'università degli Studi - ma anche l'assenza di consapevolezza di questi fattori da parte delle donne, e purtroppo anche dei medici, che impedisce un'azione preventiva che potrebbe salvare molte vite. Basta qualche numero: il 38% delle donne che hanno avuto un infarto perde la vita entro un anno, rispetto al 25% degli uomini; il 35% delle donne con infarto ne avrà un altro entro un anno, rispetto al 18% degli uomini". "E' evidente che la donna ha delle fragilità di genere - avverte Tremoli - e quindi va sensibilizzata e accompagnata in un percorso specifico di prevenzione, diagnosi precoce e cura nelle malattie cardiovascolari. Per questo abbiamo inaugurato all'inizio di quest'anno il Monzino Women, che offre concretamente questo percorso, affiancandolo a un'attività di ricerca scientifica. Ma abbiamo bisogno del supporto di tutta la comunità civile e medica, perché il problema è prima di tutto culturale. Dobbiamo riuscire a parlare a tutti, uomini e donne, per convincere il mondo femminile a prendersi cura del proprio cuore quando non ci sono sintomi"."Sappiamo che almeno un fattore di rischio cardiovascolare è presente nell'80% delle donne di 45 anni - evidenzia Daniela Trabattoni, responsabile del Monzino Women - La donna, oltre ai fattori comuni a tutta la popolazione, ne ha infatti di specifici quali i problemi legati alla gravidanza o i trattamenti per il tumore del seno, le malattie autoimmuni o gli aspetti psicosociali. I dati preliminari delle prime 100 donne visitate al Monzino Women, tutte senza sintomi o precedenti eventi cardiovascolari, confermano un quadro che richiede tutta la nostra attenzione: abbiamo trovato 16 donne con ipertensione e 17 con ipercolesterolemia. Quindi nel nostro campione il 30% delle donne presenta fattori di rischio elevato". L'analisi ha rivelato inoltre "una presenza così significativa di ansia, depressione e stress che abbiamo deciso di indagare la presenza di fattori di rischio psicosociale anche attraverso una ricerca ad hoc"."L'amministrazione comunale supporta questo programma per informare le donne sui rischi cardiovascolari - afferma Angelica Vasile, presidente della Commissione Politiche sociali, Servizi per la salute e volontariato del Comune di Milano - Ringrazio il Centro Monzino per l'attenzione alla medicina di genere: è necessario sensibilizzare sempre più le persone per renderle consapevoli che anche dal punto di vista clinico il corpo della donna non è identico a quello dell'uomo".