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Salute: 250 morti e 12 mila feriti l'anno per colpi di sonno al volante

Aci e Fisar lanciano la campagna per prevenzione apnee notturne
24 Ore Roma, 29 mag. (AdnKronos Salute) - Al volante stanchi e assonnati tanto da non concentrarsi o essere vittime di un colpo di sonno, con il rischio di provocare un incidente stradale. È quello che accade a chi soffre della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Osas): 12 milioni di italiani fra i 40 e gli 85 anni. I colpi di sonno per Osas provocano il 7% dei 175 mila incidenti stradali registrati ogni anno in Italia, pari a 12 mila sinistri, con 250 morti e oltre 12 mila feriti. Sono i dati presentati oggi a Roma dall’Aci e dalla Fondazione italiana salute ambiente e respiro (Fisar) che promuovono la campagna 'Dormi meglio, Guida sveglio' sui rischi per la sicurezza stradale della Osas.L'iniziativa mira a migliorare la conoscenza, la diagnosi e la cura dei moltissimi casi di Osas ancora sommersi (secondo gli esperti solo circa il 20% dei pazienti ne è consapevole) e a garantire una più efficace applicazione del decreto del 22 dicembre del 2015 che subordina il rilascio o il rinnovo della patente alla valutazione del profilo di rischio Osas quando è presente anche eccessiva sonnolenza. Aci e Fisar promuovono il 'check-up' del sonno, a tutela della salute pubblica e della sicurezza stradale. In oltre 1500 delegazioni Aci sarà proposto un breve questionario di valutazione del rischio Osas prima di procedere alla visita medica obbligatoria per la patente. Chi risulterà a rischio avrà a disposizione il numero verde 800.715.850 per avviare, in convenzione con Fisar, il successivo accertamento strumentale, il monitoraggio cardiorespiratorio notturno domiciliare, necessario per confermare o meno la diagnosi di Osas ricevendo entro pochi giorni il referto degli esperti Fisar."Ogni anno muoiono per distrazione più di 500 persone sulle nostre strade - ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente Automobile Club d'Italia (Aci) - l'uso scorretto dello smartphone è il primo fattore di rischio ma non vanno sottovalutati i disturbi che compromettono il riposo e pregiudicano l’attenzione alla guida. L'Osas è uno dei più diffusi e troppi italiani non sanno di soffrirne. Ecco perché l’Aci è in prima linea nella sensibilizzazione, supportato dai più qualificati esperti del settore: insieme possiamo salvare centinai di vite, incrementando gli standard di benessere degli individui". L'Osas è un disturbo respiratorio che si verifica durante il sonno con ricorrenti episodi di occlusione totale o parziale delle alte vie aeree che provocano la completa assenza (apnea) o marcata riduzione (ipopnea) del flusso di aria. "L'Osas è associata all’obesità e questo può essere una delle cause dell’aumento dei casi. Lo screening dell'Osas ha un’importanza fondamentale per la salute e la sicurezza dell’autista e non solo, e se i potenziali pazienti venissero adeguatamente trattati ciò permetterebbe un risparmio annuo enorme - ha sottolineato Sergio Garbarino, esperto in sonnolenza e disturbi del sonno del dipartimento di Neuroscienze dell’Universita di Genova - Ma è opportuno evidenziare che, per quanto riguarda il rilascio e il rinnovo della patente, la legge prende in considerazione esclusivamente i casi di Osas moderata e grave associati a eccessiva sonnolenza, che equivalgono a circa il 50% di tutti i soggetti da Osas"."Il Ssn sostiene costi per Osas pari a circa 3 miliardi di euro ma non può far fronte da solo e in tempo ragionevole all'enorme massa di persone che soffrono di apnee notturne o sono ad alto rischio - ha ricordato Stefano Nardini, presidente della Società italiana di pneumologia - Queste persone hanno bisogno dello screening e la campagna costituisce perciò un aiuto considerevole, in particolare per le categorie degli autisti professionisti, fra i quali la malattia è molto più frequente e quindi pericolosa, perché può comportare un incremento esponenziale delle probabilità di incidenti stradali".Gli esperti di Fisar sono le 'sentinelle del sonno': "Abbiamo risposto a questa emergenza sociale ideando di un progetto concretamente risolutivo del problema dell’Osas - conclude Fernando De Benedetto, direttore scientifico Fisar - col quale mette a disposizione il proprio network di esperti e la sua piattaforma informatica".