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M5S: grillini al bivio, ritorno al voto con spauracchio Lega al Nord/Adnkronos

24 Ore Roma, 29 mag. (AdnKronos) - La deroga al tetto dei due mandati potrebbe non bastare. Benché Luigi Di Maio, in questi 85 giorni di crisi post voto, abbia ripetutamente assicurato agli eletti che, in caso di ritorno alle urne, tutti sarebbero stati riconfermati, dopo la debacle della prova di governo M5S-Lega in tanti, nelle file grilline, temono di saltare. Nel gruppo parlamentare serpeggia innanzitutto il timore che le 338 poltrone conquistate il 4 marzo -poi scese a 331 a causa dei 'cartellini rossi'- possano drasticamente ridursi a vantaggio di un bottino più sostanzioso per il Carroccio, in particolare al Nord dove la Lega potrebbe fare piazza pulita più di quanto non abbia già fatto alle ultime politiche.A temere principalmente l'onda 'verde' sono i parlamentari grillini 'border line', ovvero posizionati in posti a rischio in lista ed entrati nei Palazzi per il rotto della cuffia. Tra questi, anche volti noti del Movimento e in prima linea accanto a Luigi Di Maio: un esempio su tutti, il lombardo Stefano Buffagni, impegnato nelle trattative con la Lega tanto da 'prestare' il suo studio di commercialista a Milano per il vertice Salvini-Di Maio. Altro spauracchio turba il sonno dei candidati che hanno vinto nei collegi uninominali, già naturalmente più a rischio. Per loro si fa spazio anche un altro problema emerso nelle ultime ore: se davvero i 5 Stelle dovessero stringere un'alleanza con la Lega, a quel punto le candidature nei collegi andrebbero spartite e qualche testa potrebbe cadere. Anche per questo c'è chi guarda con fumo negli occhi a possibili intese pre-elettorali con il Carroccio.