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Titoli Stato: Csc, pochi rischi da rialzo Btp ma restano debolezze (3)

24 Ore (AdnKronos) - Rispetto alla crisi del 2011, la situazione, rileva il Csc, "è decisamente migliore. Nonostante l’accelerazione di maggio sia stata simile a quella verificatasi nel luglio 2011, i rendimenti oggi sono molto più bassi (2,88% a fine maggio, 5,88% a fine luglio 2011) e ciò è cruciale per la sostenibilità dei conti pubblici". Inoltre, l’economia italiana oggi è molto più solida: "oltre a una crescita del Pil che procede quasi ininterrottamente da venti trimestri, le esportazioni hanno raggiunto il record di 540 miliardi nel 2017, ben 100 mld in più del 2011, frutto di trasformazioni strutturali del manifatturiero italiano che hanno condotto a riguadagnare quote di mercato. Nel 2011, invece, l’Italia era uscita dalla prima recessione solo da due anni e le fondamenta dell’economia non si erano ancora consolidate".Anche il contesto internazionale, sottolinea il Csc, "è decisamente più favorevole" e l’Europa "nel frattempo si è attrezzata". Allora, si chiede il Centro Studi, "aspettiamo che smetta di piovere? Sebbene si possa trattare di fenomeni temporanei, è chiaro che queste turbolenze finanziarie toccano un Paese che ha un debito pubblico molto elevato e la cui crescita economica è strutturalmente inferiore a quella degli altri paesi europei. Perciò, vanno affrontati prima possibile i nodi strutturali dell’economia italiana, anche in considerazione della prossima fine del Quantitative Easing".