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Notizie Flash: 1/a edizione - L'economia (4)

24 Ore (AdnKronos) - Roma. Nell'Italia del 2018 "la ripartenza non c’è stata" ma ciò nonostante la nostra società "in realtà, per quanto frammentata, poco incline a spingere in avanti il Paese nella sua interezza, ha trovato in sé l’energia sufficiente per adattarsi ai tempi e alle regole del progresso economico, ha creduto anche all’ultimo residuo di quella cultura progettuale e riformista che pure tanti danni ha fatto nella storia del nostro Paese, ma che garantisce almeno linee d’intersezione attorno alle quali aggregare energie positive, sia economiche che sociali". E' un messaggio in chiaroscuro quello che emerge dal 52mo Rapporto Censis, che viene presentato oggi e che segnala come "nel sottofondo delle dinamiche collettive" si vede una "efficacia dei processi in atto" che "conferma l’antica verità che solo le risoluzioni delle crisi inducono uno sviluppo". Quella descritta nel 'rapporto 2018 sulla situazione sociale del paese' è una Italia - spiega il Censis - alle prese con "un rabbuiarsi dell’orizzonte di ottimismo" e nella quale si accentuano "lo squilibrio dei processi d’inclusione dovuto alla contraddittoria gestione dei flussi d’immigrazione". L'insicurezza sembrerebbe la parola chiave epr descrive la nostra società, dove l'assistenza viene "interamente scaricata sulle famiglie e sul volontariato", dove le istituzioni formative sono alle prese con "un vistoso calo di reputazione", dove si accentua "il cedimento rovinoso della macchina burocratica pubblica e della digitalizzazione dell’azione amministrativa". In questo scenario, insomma, secondo il Censis "verrebbe da pensare che tutto arretra" con gli italiani "incapsulati in un Paese pieno di rancore e incerto nel programmare il futuro". E invece - spiega l'istituto - magari lontane dalle luci della ribalta ci sono "lente e silenziose trasformazioni, movimenti obliqui" che "preparano il terreno di un nuovo modello di perseguimento del benessere e della qualità della vita".