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Riforme: Ceccanti, 'su referendum limitato danno ma restano nodi'

24 Ore Roma, 10 gen. (AdnKronos) - "La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha concluso i lavori sul referendum propositivo. Ci sarà una coda martedì per il mandato al relatore e mercoledì arriverà in Aula. Abbiamo registrato due importanti riduzioni del danno: il quorum di approvazione al 25 per cento, ossia i Sì non dovranno solo battere i No, ma anche superare i dodici milioni e mezzo di voti e la legge di attuazione dovrà essere votata a maggioranza assoluta di entrambe le Camere e non a maggioranza semplice". Lo dichiara Stefano Ceccanti del Pd. "Il nostro dovere è sempre quello di ridurre il danno anche a provvedimenti che non si condividono. Il quadro resta però altamente preoccupante per tre motivi. Il primo è che non ci sono limiti seri soprattutto su due materie che sono a forte rischio populista: le leggi di spesa e la materia penale. Il secondo è che si vuole insistere a mettere in alternativa sulla scheda il progetto di derivazione popolare e il controprogetto parlamentare. Il terzo è che il concreto meccanismo di voto appare soggetto a forti rischi di illegittimità soprattutto perché incomprensibile, non è neanche quello previsto a livello federale svizzero". "Praticamente per ogni questione ci sarebbero due quesiti per scegliere nel primo caso tra progetto popolare e status quo; il secondo tra controprogetto parlamentare e status quo. Alla fine, però se avessero vinto entrambe i sì, chi ha votato sì in entrambi i casi dovrebbe dire quale preferisce. Un rompicapo per tutti", conclude.