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Ambiente: Greenpeace, insetti addio in 100 anni senza inversione tendenza

L'associazione, è successo già in una regione della Cina
24 Ore Roma, 18 feb. (AdnKronos Salute) - Non si arresta l'allarme per il declino globale della popolazione di api, perché se è vero che con il bando di alcuni insetticidi neonicotinoidi un miglioramento c'è stato, è anche vero che questo riguarda solo le api mellifere, le uniche monitorate, mentre nulla si sa di tutto ciò che succede 'oltre' queste, nel mondo degli impollinatori liberi e degli insetti in generale. "Gli ultimi dati globali parlano di un forte declino di tutti gli insetti che, secondo alcune previsioni, senza un'inversione di tendenza, potrebbero sparire nel giro di 100 anni", dice all'AdnKronos Federica Ferrario, la responsabile della campagna 'Agricoltura sostenibile' di Greenpeace Italia, che da anni segue la questione api e impollinatori.Le conseguenze di uno scenario di questo tipo? "Devastante - dice l'attivista - perché senza gli impollinatori non esisterebbe il 90% della flora che oggi ci circonda e sarebbe compromessa la gran parte della produzione alimentare: il 30% di quello che arriva sulle nostre tavole dipende direttamente dagli impollinatori e il 75% della produzione agroalimentare è in qualche modo legata a loro". Impossibile? Mica tanto. Succede già in Cina, racconta Ferrario, dove "dopo decenni di utilizzo di sostanze chimiche, le api sono scomparse da un'intera regione e ora gli operai agricoli sono costretti a impollinare manualmente i fiori con costi insostenibili e risultati non paragonabili a quelli ottenuti naturalmente". Le cause sono diverse: i cambiamenti climatici con gi sbalzi di temperatura e il clima instabile, la perdita di habitat e, soprattutto, l'abuso di sostanze chimiche di origine sintetica in agricoltura. E qui si apre un'altra questione, perché se è vero che i divieti di alcune sostanze hanno effetti immediati, più subdola è l'esposizione a lungo termine, anche a piccole dosi, di tante altre sostanze di cui sappiamo poco o niente. "Gli insetti impollinatori non incontrano un'unica sostanza in natura, ma ne assumono quando impollinano, quando bevono e così via, e l'effetto cocktail non è stato ancora indagato", conclude Ferrario.