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Salute: fisico a mela o pera? Geni 'guidano' distribuzione grasso corporeo

24 Ore Roma, 18 feb. (AdnKronos Salute) - Fisico a mela, con i chili di troppo che finiscono per accumularsi sull'addome, oppure a pera, in cui a 'imbottirsi' sono glutei e cosce? Ancora una volta a stabilire dove finiremo per accumulare il grasso in eccesso è il Dna. Il consorzio Genetic Investigation of Anthropometric Traits (Giant), che include molti ricercatori dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, ha identificato molteplici varianti genetiche associate alla distribuzione del grasso corporeo. I risultati, descritti su 'Nature Genetics', gettano nuova luce su come i nostri geni possono predisporre all'obesità.Il Consorzio Giant è una collaborazione internazionale forte di oltre 275 scienziati che cercano di identificare i particolari elementi genetici che influenzano dimensioni e forma del corpo umano. Identificare le varianti associate all'obesità è fondamentale per lo sviluppo di interventi mirati a ridurre il rischio di malattie croniche come ipertensione, diabete di tipo 2 e malattie cardiache, a cui l'obesità contribuisce in modo significativo. Studi precedenti hanno identificato dei loci, ovvero posizioni lungo un cromosoma, in cui sono localizzate le relative varianti genetiche che predispongono gli individui a un rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi più alto, un sistema per valutare la distribuzione del grasso corporeo. Valori inferiori sono, infatti, associati a una minore incidenza di queste malattie.In questo studio il team di cui fa parte Kari E. North ha trovato 24 loci di codifica - 15 comuni e nove rari - lungo i cromosomi che predispongono a un rapporto vita-fianchi più alto. Ulteriori analisi hanno rivelato alcuni set genetici che hanno influenzato non solo il metabolismo ma anche la regolazione del tessuto adiposo, la crescita ossea e l'adiponectina, un ormone che controlla i livelli di glucosio e abbatte il grasso.Il team ha anche eseguito studi funzionali su altri organismi, identificando due geni associati ad un aumento significativo dei livelli di trigliceridi e del grasso corporeo tra le varie specie. "Per la prima volta, siamo stati in grado di esaminare su larga scala il modo in cui le varianti a bassa frequenza e rare influenzano la distribuzione del grasso corporeo", ha affermato Kari E. North. "Queste varianti sono più rare nella popolazione, ma gli effetti che hanno sugli individui sono molto più grandi, cosa che li rende clinicamente rilevanti"."Una migliore comprensione delle basi genetiche della distribuzione del grasso corporeo - conclude North - potrà portare a trattamenti migliori per l'obesità e una serie di malattie su cui influisce questa patologia, ad esempio il diabete di tipo 2 e le malattie cardiache", ha detto.