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Professioni: Cup-Rpt, incomprensibile retromarcia su equo compenso

24 Ore Roma, 8 mar. (Labitalia) - "E’ incomprensibile la scelta di un ministero di avvalersi di alte professionalità a titolo gratuito, in netta contraddizione con la previsione di equo compenso contenuta nella legge di bilancio 2018". Così le rappresentanze del Comitato unitario delle professioni e la Rete delle professioni tecniche commentano il bando del Mef con il quale la direzione generale Sistema bancario e finanziario-affari legali del ministero delle Finanze intende avvalersi della consulenza a titolo gratuito di professionalità altamente qualificate."Nel corso della passata legislatura - spiega la nota - la legge sull’equo compenso, fortemente voluta da Cup e Rpt, ha posto un freno a questa deprecabile pratica, anche se la mancanza di concrete disposizioni attuative ancora ne limita l’efficacia. Una recente sentenza del Consiglio di Stato (numero 1215 del 2019) e il bando del Mef, invece, continuano a sostenere la legittimità della gratuità della prestazione. Così si calpesta solamente quella dignità dei professionisti che, invece, la Costituzione italiana in linea di principio ha inteso proteggere con l’articolo 36"."Attualmente - ricorda - sono all’esame del Parlamento alcune proposte di legge che mirano ad ampliare la platea dei committenti privati obbligati a rispettare la disposizione dell’equo compenso e ad attuare concretamente la norma negli incarichi pubblici. Il Comitato unitario delle professioni e la Rete delle professioni tecniche sostengono queste iniziative e ribadiscono con orgoglio la necessaria tutela dei diritti costituzionali poiché questa battaglia non è solo dei professionisti iscritti agli ordini ma di tutti i lavoratori".