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Auto: 1,2 mln addetti in settore riparazione ma introvabili 5.000 meccanici

Al via Autopromotec 2019, biennale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico
24 Ore Roma, 23 mag. (Labitalia) - Autopromotec 2019, biennale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, ha aperto i battenti nella giornata di ieri, mercoledì 22 maggio. La manifestazione, evento internazionale che da più di 50 anni riunisce il mondo dell’assistenza ai veicoli, consente agli addetti dell’intera filiera di ammirare il meglio della manutenzione e della riparazione automotive e, al contempo, di proiettarsi verso il futuro del settore, un mercato sempre più caratterizzato da innovazioni come guida autonoma, auto connesse, elettrificazione e mobilità condivisa. Mai come in questa edizione i protagonisti saranno l’evoluzione tecnologica e i professionisti del settore.Secondo le stime dell’Osservatorio Autopromotec, infatti, la rete di assistenza riparativa italiana conta ad oggi 410.000 addetti nel solo comparto dell’autoriparazione. A questi, si aggiungono circa altri 258.000 addetti, di cui 162.000 diretti, che operano nel campo automotive industriale. Comprendendo anche tutti i lavoratori che si dedicano ad attività collegate, come la mobilità e i servizi, il settore raggiunge ben 1.200.000 addetti, collocandosi come uno dei più importanti nell’economia italiana. Ma, nonostante questi grandi numeri, il settore presenta una carenza di circa 5.000 meccanici e le aziende fanno fatica a reperire queste figure.Entrando più nel dettaglio, nel 2018 in Italia hanno operato nel settore dell’autoriparazione ben 83.231 imprese, di cui 43.365 meccanici-motoristi, 7.178 elettrauto, 21.340 carrozzieri, 6.734 gommisti e 4.614 autoconcessionari. Particolarmente in crescita, rispetto all’anno precedente, i gommisti e le officine degli autoconcessionari, che segnano rispettivamente un +0,5% e +3,8% di unità in più. Oltre alle aziende che operano specificatamente nel settore dell’autoriparazione, vi sono altre categorie di imprese che svolgono una funzione di servizio nei confronti del parco circolante. I dati relativi a queste imprese - riporta l’Osservatorio Autopromotec - vedono i centri di revisione arrivare nel 2018 a una consistenza di 8.946 unità, con una crescita del 2,5% sul 2017. Le stazioni di servizio per la fornitura di carburanti e altri prodotti, invece, sono in diminuzione dello 0,7%, con una consistenza di 18.011 imprese nel 2018. Gli autolavaggi hanno avuto una crescita del 3,3%, passando dalle 7.149 imprese del 2017 alle 7.387 imprese rilevate nel 2018. Inoltre, l’Osservatorio evidenzia che nel 2017, considerando tutte le categorie dell’assistenza, vi erano 117.167 imprese di servizio, con un rapporto di un’impresa ogni 375 autoveicoli. Questo rapporto è aumentato nel 2018, anno in cui le imprese del settore dell’assistenza sono salite a 117.575 unità e il parco circolante ha toccato quota 44.542.008, determinando un rapporto di un’impresa ogni 379 autoveicoli. Particolarmente interessante notare le differenze su base regionale: nel 2018, il Sud presenta un rapporto di un’impresa ogni 322 veicoli (9.821.810 il parco circolante, 30.477 le imprese del settore), ottenendo il rapporto più basso a livello macroregionale; al Nord, invece, il rapporto è il più altro con 422 veicoli per ogni impresa presente sul territorio (20.702.605 il parco circolante, 48.265 le imprese). Nel mezzo si collocano il Centro, con un rapporto di un’impresa ogni 376 veicoli, e le Isole, con un rapporto di 336. A lanciare l'allarme, però, sulla difficoltà delle aziende a reperire queste figure è il presidente di Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), Franco Fenoglio: "Nel corso di Autopromotec, noi di Unrae abbiamo voluto creare un momento d’incontro con i giovani che vogliono lavorare nel nostro settore. Nei prossimi cinque anni, infatti, serviranno circa cinquemila meccanici specializzati. Durante la manifestazione, ci aspettiamo una partecipazione di un migliaio di ragazzi, perché già a partire dal convegno di questa mattina sul futuro dei giovani nel settore è stata data loro la possibilità di lasciare i curricula, affinché possano essere selezionati e proposti alle varie aziende che valuteranno l’idoneità all’assunzione".