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Radio radicale: emittente, ad oggi non abbiamo incassato niente

24 Ore Roma, 12 giu. (AdnKronos) - "Per l'anno 2019, ad oggi, Radio radicale non ha ancora incassato nulla, nei prossimi giorni dovremmo incassare il corrispettivo per il primo semestre 2019 della convenzione con il Mise pari ad euro 4.098.000. La differenza di euro 902.000 viene versata direttamente dal Mise all'Agenzia delle entrate in base alla normativa sullo Split Payment. L'importo che incasseremo è stato anticipato dalle banche per consentirci di svolgere l'attività nel primo semestre di quest'anno. Il contributo per l'editoria di euro. 4.000.000 per l'anno 2019 verrà incassato a dicembre 2020 in base al regolamento in vigore su tali contributi. Per ricapitolare ad oggi non abbiamo ancora incassato niente, nei prossimi giorni incasseremo 4.098.000 (già utilizzati nel primo semestre) ed il contributo di 4.000.000 per l'editoria lo incasseremo a dicembre 2020 e potrà avviarsi, se le banche saranno disponibili, una prima anticipazione di circa 1,6 milioni dal settembre 2019". E' quanto si legge in una nota di Radio radicale, "in relazione a quanto dichiarato questa mattina dal sottosegretario Vito Crimi"."Per questo -prosegue il comunicato- riteniamo impossibile proseguire l'attività per l'anno in corso in assenza di un intervento che compensi almeno in parte il taglio del secondo semestre di convenzione. Sulla quota di proprietà della Lillo Spa ribadiamo quanto già comunicato l'8 aprile scorso: la presenza della Holding Lillo tra gli azionisti di Radio radicale è nota da quasi 20 anni, cioè da quando Marco Podini, con la Pasubio Spa, acquistò la quota il 27 marzo del 2000 aderendo all'appello pubblico di Marco Pannella pubblicato a pagamento sul 'Corriere della Sera'. La Pasubio Spa acquistò una quota del 25% con un investimento che aveva chiara natura filantropica e, già allora, mirava a garantire la sopravvivenza del servizio pubblico di Radio radicale. La ripartizione azionaria è nota e pubblica sul sito della Radio".