economia

Safilo: i big data arrivano in fabbrica, tempi ridotti del 10 p.c.

24 Ore Padova, 15 ott. (AdnKronos) - La trasformazione digitale approda negli stabilimenti italiani di Safilo, a Santa Maria di Sala (Venezia) e Longarone (Belluno). È il frutto di una partnership avviata un anno fa tra il gruppo veneto dell’occhialeria e la società di consulenza AzzuroDigitale. Grazie all’introduzione di un ecosistema digitale formato da due piattaforme integrate, Digital Cockpit e AWMS, si è registrata una notevole velocizzazione dei processi produttivi, con un importante miglioramento dell’efficienza di stabilimento che si traduce nell’abbattimento del 10% dei tempi di attraversamento dello stabilimento. L’obiettivo è stato quello di ottimizzare i tempi, ridurre gli sprechi da lavorazione e minimizzare l’utilizzo di documenti cartacei.Una capacità di innovare che si innesta in una grande esperienza nella produzione artigianale costruita in 85 anni di storia e di produzione Made in Italy di Safilo. Proprio questo ponte tra l’abilità manifatturiera e le nuove tecnologie rappresenta la cifra più originale di questo progetto, frutto del lavoro di squadra di un team eterogeneo costituito da esperti di manifattura degli occhiali senior, esperti digitali junior e da AzzurroDigitale, con la guida di Paolo Guadagnin, Global Industrial Engineering Director di Safilo.Le applicazioni all’avanguardia della tecnologia attuale, che permettono una gestione dei processi produttivi estremamente innovativa anche rispetto ai competitor, sono state sviluppate sulla base della Digital Operations Strategy (DOS) che AzzurroDigitale insieme al team del professor Andrea Vinelli, docente di ingegneria gestionale all’Università di Padova, ha disegnato. In particolare, la Dos è stata progettata applicando una metodologia innovativa: “Make it Clear, Make it Tangible, Make it Real”, frutto della ricerca del Team del professor Vinelli, e in particolare di Luca Vendraminelli, ricercatore attualmente Visiting Fellow al Laboratory for Innovation Science della Harvard University, che proprio il caso Safilo ha studiato, prendendolo a modello per una trasformazione digitale intesa come scelta strategia di lungo periodo e non come azione isolata.