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Imprese: al Nordest servono più connessioni metropolitane e più apertura culturale

Sondaggio Cuoa tra giovani dirigenti, per il 70% serve anche un rapporto più stretto con Milano
24 Ore Altavilla Vicentina, 15 ott. (Labitalia) - Per il 45% delle imprese del Nordest servono più connessioni metropolitane, per il 60% più apertura multiculturale e per il 70% un rapporto più stretto con Milano. Questo almeno secondo 200 giovani dirigenti del Nordest che hanno partecipato ad un sondaggio realizzato da Cuoa. I risultati del sondaggio raccontano di un Nordest che sembra voler accelerare sulla costruzione di una dimensione metropolitana e che auspica una maggiore apertura multiculturale soprattutto per evitare che i giovani fuggano dalle nostre regioni per trasferirsi in altri contesti nazionali o internazionali.Alla prima delle 5 domande che sono state poste agli oltre 200 partecipanti, riguardante un giudizio su ciò che reputassero la più grave emergenza del Nordest, ben il 48% ha indicato la fuga dei giovani verso territori più attrattivi, il 35% la formazione, l'8% la mancanza di personale, il 5% le infiltrazioni criminali e solo il 2% indica il tema della sicurezza. Sul tema delle infrastrutture, in maniera sorprendente, non sono state né la quarta corsia in A4 (che raccoglie solo il 4% delle preferenze), né il raddoppio della Padova-Castelfranco (2%), né tantomeno la Valsugana (10%) o il proseguimento della Valdastico a Nord (12%) a essere indicate come la priorità assoluta. La maggioranza delle indicazioni va infatti all'Alta Velocità Milano-Venezia (24%) e, ancora più sorprendentemente, al Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (Sfmr). "Si tratta di indici che sembrano confermare la tendenza delle nuove generazioni verso l’utilizzo del mezzo ferroviario a discapito della mobilità stradale", commenta il Cuoa.Abbastanza scontato, quindi, viste queste premesse, che, alla domanda "Il Nordest dovrebbe cercare di costituirsi come polo alternativo a Milano o rafforzare i propri legami con la capitale lombarda?", sia questa seconda ipotesi a prevalere nettamente, con il 70% delle preferenze.Infine, due temi di grande attualità, per i quali le risposte delle nuove classi dirigenti del Nordest sembrano divergere da tendenze più diffuse in altri strati sociali. Alla domanda sul peso che gli immigrati qualificati potrebbero assumere nel futuro e sui problemi che potrebbero risolvere, la risposta prevalente (60%) è stata che potrebbero contribuire allo sviluppo di una multiculturalità utile alle imprese per gestire i mercati globali. Secondo il 25%, gli immigrati potrebbero invece essere una soluzione alla mancanza di lavoratori per le nostre aziende e solo il 12% indica come vantaggio maggiore la soluzione del problema demografico.