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Afghanistan: al Centro maternità di Emergency ad Anabah più di 600 parti al mese (2)

24 Ore (Adnkronos) - La ricerca non può rendere conto di quelle donne che non sono riuscite ad accedere alle cure ostetriche, ma mostra nelle parole di quelle che ce l'hanno fatta come alcune caratteristiche del Centro di maternità di Emergency lo abbiano reso più accessibile alle donne e accettabile agli occhi di tutta la popolazione." Fabrizio Foschini, ricercatore dell’Afghanistan Analysts Network Quando Emergency ha costruito il Centro di maternità di Anabah, per molte famiglie locali era impensabile che le mogli e le figlie lavorassero a stretto contatto con staff internazionale a causa del timore che potesse rappresentare un rischio per l’integrità e la reputazione delle giovani donne impiegate. È stato necessario molto tempo affinché la popolazione lo accettasse. Oggi, la presenza del personale internazionale è generalmente considerata dai pazienti un beneficio che migliora di molto le prestazioni mediche. Nonostante lo scetticismo iniziale, il Centro di maternità di Emergency ha raggiunto la capacità di effettuare più di 600 parti al mese e il 70% delle intervistate ha dichiarato di aver scelto Emergency proprio per la qualità di cure offerte.“In 12 anni ho visto nascere migliaia di bambini, ma soprattutto ho visto nascere e crescere tante donne: le nostre ostetriche, le nostre infermiere, le nostre giovani dottoresse. Donne che hanno studiato, lavorato e lottato contro tanti pregiudizi e talvolta anche minacce, per costruirsi una professione che esercitano con passione, intelligenza e soprattutto empatia. Il Centro di maternità di Anabah è un mondo dove le donne si salvano a vicenda”. Raffaela Baiocchi, Emergency Medical Division OB&GY Le donne istruite che si dedicano a una carriera professionale sembrano avere la possibilità di cambiare il proprio ruolo all’interno della società afgana. Una questione emblematica è rappresentata dalle decisioni sulla salute femminile, perché sono direttamente collegate alla libertà di movimento delle donne al di fuori della casa e altri luoghi “permessi”. Paradossalmente, è in questo campo che perfino le lavoratrici di Emergency, a dispetto del loro background medico, riferiscono un livello di controllo maggiore da parte dei loro mariti. L’istruzione sembra fare la differenza: solamente il 6,3% di donne analfabete prende decisioni in casa, rispetto al 21,1% di donne che hanno invece frequentato la scuola. “Diventare soggetti attivi nella società. Questa è la rivoluzione delicata e silenziosa delle donne afgane. Attraverso la concretezza del nostro lavoro quotidiano, stiamo sostenendo questa grande battaglia. La reputazione di cui gode Emergency tra la popolazione locale non solo ha garantito sostenibilità alle attività del Centro di maternità, ma ha anche contribuito a dare forma e sostanza a un nuovo ruolo delle operatrici sanitarie nella regione. Oggi le donne che lavorano con noi non sono più semplicemente ‘eccezioni tollerate’ ma stanno diventando velocemente membri rispettati dalle loro comunità, promotrici di cambiamento ed esempio per il superamento dei modelli tradizionali” racconta Rossella Miccio, Presidente di Emergency. Il Centro di maternità è quindi diventato un luogo dove le donne possono realizzare il loro ruolo sociale, come madri o come operatrici sanitarie, assumere un ruolo più attivo nel prendere decisioni sulla salute, perfino sfidare tabù sociali e scetticismo familiare e intraprendere un corso di studi o una carriera professionale.