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Coronavirus: l'esperto, medical intelligence per intercettare virus emergenti

Progetto per monitorare social, cartelle cliniche e chiamate 118 a caccia di sintomi 'spia' del cigno nero
24 Ore Roma, 6 apr. (Adnkronos Salute) - "Questa pandemia è arrivata all'improvviso: ai primi di gennaio si parlava di un virus misterioso in Cina, e anche l'Organizzazione mondiale della sanità all'inizio sollevava dubbi sul passaggio da uomo a uomo. Ma i cluster di polmoniti avrebbero potuto dirci qualcosa. Come evitare che il 'cigno nero' (un evento raro, imprevedibile e inaspettato, ndr) si ripresenti? La risposta è nella Medical intelligence, un sistema hi-tech in grado di identificare e mettere in luce l'emergere o ri-emergere di virus a partire dall'analisi delle conversazioni sui social o delle chiamate al 118 con parole chiave come febbre alta, tosse secca, dispnea". A illustrare all'Adnkronos Salute le potenzialità della Medical intelligence è Andrea Melegari, senior vice president di Expert System, società italiana specializzata in intelligenza artificiale e tecnologie di elaborazione e analisi dei testi, che scommette su questa soluzione anche per tenere sotto controllo Covid-19.Finora si è combattuto un virus del XXI secolo con le armi - isolamento sociale e distanziamento - in campo già nel Medioevo contro la peste. "Ma l'intelligenza artificiale e le tecnologie possono aiutarci. Ne siamo così convinti da aver presentato un progetto anche alla call del ministero dell'Innovazione e a quella dell'Unione europea", dice Melegari. E se ormai anche in Italia si parla della App per tracciare i contatti sul modello della Corea, il manager suggerisce di cambiare approccio: "Anziché tracciare le persone, con la Medical intelligence si setacciano i social media, ma volendo anche i report dei medici di base e le cartelle sanitarie elettroniche" a caccia di segnali 'spia' della circolazione del virus. Si tratta di un progetto di intelligence che ricorda un po' quello che si fa con le intercettazioni telefoniche anti-terrorismo, solo che qui la minaccia è (letteralmente) virale. "Il sistema cerca parole 'chiave' che indichino l'emergere degli stessi sintomi in uno stesso luogo e in uno stesso tempo. Una somma di 'indicatori deboli' che però presi insieme diventano forti indizi. Ma che poi - precisa Melegari - vanno verificati sul campo, da specialisti in carne e ossa. Perché l'intelligenza artificiale può fare molto, ma non sostituisce l'essere umano".In ballo, però, ci sono dati sensibili. "Si tratterebbe di informazioni non strutturate, ma spetta all'autorità la decisione di ricorrere a questa forma di intelligence". Per proteggerci da una seconda ondata di casi di Covid-19, "ma anche per intercettare in tempo Covid-20 o Covid-21", insiste l'esperto. Inoltre questo sistema "permette di monitorare, cercando tra miliardi di tweet o post, l'impatto emotivo sulla popolazione delle misure adottate ad esempio contro Sars-CoV-2, distinguendo 70 emozioni diverse: perché la rabbia fa scendere in piazza, mentre la tristezza no". E i segnali che la situazione sta per sfuggire di mano naturalmente sono (bene in vista) sui social. Ma solo per chi li sa 'leggere'.