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Coronavirus: Consulenti lavoro, per azienda accordo su cig non è obbligatorio

24 Ore Roma, 6 apr. (Labitalia) - Il datore di lavoro che richiede l’accesso alla cassa integrazione ha l’obbligo, quando previsto dalla legge, di informare i sindacati e di partecipare all’esame congiunto, se richiesto nei termini. Null’altro. In particolare, non è obbligato a raggiungere a tutti i costi un accordo e ha diritto alla concessione della misura anche con il verbale di mancato accordo. Sono queste le conclusioni a cui perviene la Fondazione studi consulenti del lavoro con l'approfondimento di oggi 'Cassa integrazione, perché l’accordo non è obbligatorio', confutando la scorretta interpretazione che taluni hanno voluto dare, prima ancora della circolare chiarificatrice dell’Inps n. 47/2020, degli articoli del dl n. 18/2020, cosiddetto 'Cura Italia', in materia.Secondo i consulenti del lavoro "Ciò che rileva non è l’approvazione dei sindacati a tutti i costi, ma che questi siano stati debitamente informati nei termini di legge e che l’esame congiunto si svolga in buona fede quando richiesto. La tutela dei lavoratori non passa dalla sottomissione a condizioni capestro", sottolineano i professionisti.