Politiche

Crisi: aumentano 'nuovi poveri', con casa e lavoro ma indigenti

Secondo il rapporto curato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan.
24 Ore Roma, 17 ott. (Labitalia) - Aumentano in Italia i 'nuovi poveri': persone che hanno una casa, un lavoro, vivono in famiglia, ma sono in condizioni di povertà. In quattro anni sono aumentati del 13,8%, con significative differenze nelle diverse macroregioni italiane. Nel Mezzogiorno l'aumento registrato è addirittura del 74%. E' quanto emerge dal 'XI Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia', curato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan, presentato oggi a Roma. Un Rapporto dal quale risulta un'Italia sempre più povera, non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e della privazione di diritti fondamentali. Le cifre parlano di 8,3 milioni di italiani in condizioni di povertà (dati 2010), pari al 13,8% della popolazione, con un aumento rispetto all'anno precedente, quando erano 7,8 milioni (13,1%). Secondo i dati Istat 2011 - riporta l'indagine - il 2010 ha registrato un lieve incremento nel numero di famiglie in condizioni di povertà: si è passati da 2,657 milioni (10,8%) a 2,734 milioni (11%). Nel 2010 la povertà relativa è aumentata, rispetto all'anno precedente, tra le famiglie di 5 o più componenti (dal 24,9 al 29,9%), tra le famiglie monogenitoriali (dall'11,8 al 14,1%), tra i nuclei residenti nel Mezzogiorno con tre o più figli minori (dal 36,7 al 47,3%) e tra le famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e non cerca lavoro (dal 13,7 al 17,1%). Ma la povertà è aumentata anche tra le famiglie che hanno come persona di riferimento un lavoratore autonomo (dal 6,2 al 7,8%) o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8 al 5,6%). Per queste ultime è aumentata anche la povertà assoluta, passando dall'1,7 al 2,1%.