Professioni

Professioni: Graziano (geologi), sì a riforma ma governo dia presto gli indirizzi

Il presidente del consiglio nazionale a LABITALIA: "Cerchiamo una modernizzazione degli ordini, basata sul ruolo della sussidiarietà giocato dai professionisti".
24 Ore Roma, 17 ott. (Labitalia) - "Come geologi vogliamo fortemente la riforma delle professioni e, poiché i tempi sono dettati dalla manovra di agosto che impone 12 mesi per riformare i codici deontologici, ci auguriamo di poterlo presto fare. Ma il governo deve darci presto degli indirizzi: vorremmo che ci dica in che direzione dobbiamo andare". Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, parla così con LABITALIA della riforma delle professioni, varata nella manovra economica, e mette in guardia dai pericoli che possono venire dall'andare 'in ordine sparso'. "Non vorrei infatti -precisa Graziano- che ciascun consiglio nazionale producesse un proprio codice, magari con delle discrepanze rispetto ad altri e non vorrei che la riforma fosse solo annunciata e non si fosse, invece, neanche individuato il suo percorso legislativo"."Come geologi -ribadisce il presidente del Consiglio nazionale- vogliamo fortemente la riforma delle professioni, perché riteniamo che così come è strutturata la nostra legge istitutiva (anche se è tra le più recenti) non pone la professione al passo coi tempi. Cerchiamo una modernizzazione degli ordini, basata sul ruolo della sussidiarietà giocato dai professionisti a servizio dello Stato (nel nostro caso a difesa del territorio e di tutte le tematiche di tipo ambientali)". Non solo. La riforma, dice chiaramente Graziano, "si deve occupare anche della deontologia professionale". "I nostri codici deontologici sono vecchi, non abbiamo approfittato del decreto Bersani per rinnovarli nel senso giusto -sottolinea Graziano- ed è questo il momento giusto per fare una riforma, la cui necessità è condivisa da tutti gli ordini professionali". Riguardo ai 7 punti indicati dalla manovra bis per le professioni (tra cui libertà d'accesso e formazione continua obbligatoria), Graziano afferma: "Siamo d'accordo che non debba esserci alcuno sbarramento alla libera professione. Almeno su questo le professioni tecniche non hanno sbarramenti, se non l'esame di Stato, che però è una garanzia per il cittadino al quale le prestazioni si rivolgono. Ma altri sbarramenti numerici o territoriali non ce ne sono"."Crediamo molto anche nell'aggiornamento professionale continuo, che noi abbiamo cominciato a fare in tempi non sospetti (abbiamo un percorso che dura da 4 anni). Lo abbiamo legato al nostro codice deontologico: ben venga una legge in questa direzione". Bene anche l'attribuzione di nuovi ruoli agli ordini: "Siamo pronti -conclude Graziano- a gestire anche nuovi ruoli più impegnativi".