Sostenibilita

Cnr-Fao, nascono nuove foreste ma si perdono ancora 13 mln/ettari annui

24 Ore Roma, 17 ott. - (Adnkronos) - Avanza ancora la deforestazione del pianeta. Nonostante, grazie a nuovi programmi nazionali, nel mondo siano nati 7 mln di ettari di nuove aree, negli ultimi 10 anni sono scomparsi 13 mln di ettari l'anno di aree verdi. Un bilancio quindi ancora negativo, secondo gli esperti del Cnr e della Fao che oggi hanno lanciato l'allarme per la salvaguardia del patrimonio forestale mondiale. Insieme, Cnr e Fao, hanno infatti riunito oggi a Roma un summit di esperti che, presso la sede del Consiglio nazionale delle ricerche sta tracciando il bilancio delle terre verdi del nostro pianeta. L'incontro, organizzato dal Dipartimento Terra e Ambiente del Cnr (Dta-Cnr) e dalla Fao, cade nell'Anno delle foreste dichiarato dall'Assemblea generale della Fao lo scorso 2 febbraio. Secondo il rapporto Forest Resources Assessment (Fra 2010), la deforestazione ''cioè la trasformazione di aree di foresta in altri tipi di uso del suolo, prevalentemente agricolo, continua anche se ad un ritmo inferiore rispetto a quanto precedentemente registrato negli anni '90'', ha riferito la funzionaria del Dipartimento forestale della Fao, Monica Garzuglia riferendo i dati del rapporto Fra, una delle ricerche più complete sullo stato delle foreste nel mondo, realizzata da più di 900 esperti di 178 Paesi. Dagli anni '90 ''si è passati infatti -ha detto Garzuglia- da un ritmo di distruzione delle foreste pari a 16 mln di ettari ogni anno ai 13 mln di ettari deforestati annualmente negli ultimi 10 anni''. ''Sempre in base ai dati del Fra, i programmi di afforestazione e i fenomeni di espansione naturale delle foreste, -ha proseguito Garzuglia- hanno comportato la creazione di più di 7 mln di ettari di nuove aree di foresta anche se nel bilancio globale questi guadagni non riescono ancora a coprire le perdite, per cui, a livello globale, si continua a registrare una perdita di superficie forestale''. A livello regionale, ''l'America del Sud ha registrato la più importante perdita di area forestale nell'ultimo decennio, pari a 4 mln di ettari annui circa. In Asia, invece, -ha detto ancora Garzuglia- negli ultimi 10 anni si è registrato un aumento di superficie forestale ad un ritmo di circa 2 mln di ettari di foresta l'anno, contro un cambio netto negativo di circa 600 mila ettari annui registrato negli anni '90''. Riguardo l'Europa l'esperta della Fao ha sottolineato che ''le superfici forestali sono in aumento anche se ad un ritmo inferiore rispetto a quello registrato nel precedente decennio 1990-2000''. ''In America del Nord e America centrale -ha concluso Garzuglia- si è registrato una perdita netta relativamente piccola rispetto a quella del decennio precedente, mentre in Oceania la perdita di foreste è aumentata rispetto agli anni '90, principalmente a causa di una vasta siccità che ha colpito l'Australia provocando ingenti perdite di aree di foresta''. L'allarme quindi degli esperti di Fao e Cnr oggi punta anche a ricordare quanto le foreste abbiano ''un ruolo molto importante per il ciclo del carbonio perché ne accumulano 289 giga tonnellate per anno'' come ha sottolineato il direttore del Dta-Cnr, Enrico Brugnoli. ''La Co2 -ha detto Brugnoli- insieme al vapore acqueo e ad altri gas traccia, è tra i maggiori responsabili dell'effetto serra e, negli ultimi 30 anni, le foreste hanno assorbito tra il 20 e il 30% di queste emissioni causate dalle attività umane''. In Italia la superficie forestale ''è di 10,5 mln di ettari, e questo perché si fanno, come nel resto dell'Europa, buone politiche forestali. Ma per il nostro Paese il fattore più grave che mette a rischio le aree forestali sono gli incendi''. Così il direttore del Dipartimento Terra-Ambiente del Cnr, Enrico Brugnoli traccia con l'ADNKRONOS il quadro della deforestazione nel nostro Paese, parlando a margine del summit sulle foreste. ''Nel nostro Paese il problema è che di questi 10,5 mln di ettari di foreste solo il 7,3% ricadono all'interno di parchi nazionali, mentre il 63,5% è di proprietà privata'', ha aggiunto Brugnoli. Per l'esperto del Cnr, inoltre, non va dimenticato, a livello globale, che ''la massiccia deforestazione contribuisce ad alterare il ciclo naturale. Il ruolo delle foreste -ha ricordato infine Brugnoli- è anche di difesa del suolo perché contrastano frane, valanghe, erusione delle coste e desertificazione''. ''Le foreste influenzano fortemente l'economia mondiale che sono alla base di molte economie nazionali''. Lo ha sottolineato Edoardo Rojas Briales del Dipartimento delle foreste della Fao. ''Ci sono intere economie nazionali come quelle dei Paesi nord europei, del Canada, del Brasile e molti Paesi del bacino del Congo e del Sud-Est asiatico che sono fortemente influenzate dalle foreste'', ha proseguito Briales, ricordando che la superficie forestale mondiale è di circa 4 mld di ettari e ricopre quasi il 31% delle terre emerse. Secondo i dati Fao, inoltre, nell'area mediterranea le foreste occupano circa 73 mln di ettari per l'8,5% del territorio. Sempre stando ai dati forniti dalla Fao solo per la salvaguardia delle foreste si arriva a circa 10 mln di persone occupate in tutto il mondo, il valore mondiale dell'estrazione del legno è stimato intorno ai 100 mld di dollari mentre il valore degli altri prodotti che arrivano dalle foreste è pari a 18,5 mld di dollari. ''Lo sfruttamento di queste risorse naturali deve però essere responsabile e sostenibile'', hanno affermato gli esperti Fao-Cnr durante il summit romano. Più della metà delle foreste si trova in soli 5 Paesi del mondo: Cina, Stati Uniti, Russia, Brasile e Canada. Mentre in ben 64 Paesi la superficie totale delle foreste occupa meno del 10% del territorio e, di questi Paesi, 10 sono del tutto privi di foreste. E' questo il dato piu' allarmante, secondo gli esperti di Fao e Cnr, per dare spazio a maggiori politiche di protezione delle foreste. Nel corso del summit, che si conclude questo pomeriggio a Roma, gli esperti di Fao e Cnr hanno quindi stimato, per la prima volta, le estensioni forestali nel mondo. "Tramite il rapporto Fra 2010 - ha affermato Monica Garzuglia della Fao - siamo riusciti a sapere che le foreste nel mondo coprono circa un terzo delle terre emerse, ovvero poco più di 4 mld di ettari e che si estendono dalle regioni boreali a quelle subtropicali e tropicali, pur non essendo uniformemente distribuite". Ma non + solo la perdita di estensione di territorio verde a preoccupare gli esperti riuniti oggi al grande summit promosso da Cnr e Fao nella capitale. Dalle foreste infatti può arrivare, hanno spiegato, bioenergia rinnovabile. Ma non solo. Le foreste, hanno concluso gli esperti, possono contribuire alla fito depurazione di acque e suoli inquinati, possono ridurre l'inquinamento delle città e provvedere così alla risoluzione di molti drammatici problemi ambientali. Le foreste infine hanno aggiunto gli esperti di Cnr e Fao, sono tra gli ecosistemi più vasti e complessi e nel folto di queste aree è conservato un vero e proprio tesoro della biodiversità. "Oltre l'80% delle specie vegetali e animali è conservato nelle foreste e con esse il futuro del nostro pianeta", ha sottolineato Enrico Brugnoli direttore del Dta-Cnr e dell'Istituto di biologia agroalimentare e forestale di Porano. Insomma, le decine di esperti riuniti da Cnr e Fao in occasione dell''Anno delle foreste 2011' hanno oggi prodotto una importante serie di dati e di informazioni sui territori verdi del mondo sottolineandone "la imprescindibile importanza non solo ambientale ma anche economica e sociale visto che in queste aree verdi vivono circa 300 mln di persone e dalle foreste ne traggono il loro sostentamento".