Sindacato

Olivero (Acli), no a operazioni per metterci cappello addosso

Intervento al Forum delle associazioni cattoliche a Todi.
24 Ore Todi (Perugia), 17 ott. (Labitalia) - "Aspettiamo le risposte e raccogliamo eventuali disponibilità, ma rimaniamo netti nel respingere operazioni che possono soltanto metterci un cappello addosso". E' l'avvertimento del presidente delle Acli, Andrea Olivero, in una pausa dei lavori del Forum delle associazioni cattoliche in corso, a Todi, sul tema 'La buona politica per il bene comune'. "Gli interlocutori -spiega- li possiamo individuare indicando in maniera sempre più precisa i nostri obiettivi, le nostre strategie, le nostre proposte e confrontandoci con loro". Olivero indica l'obiettivo di "un processo comune, al di là dell'individuazione della forma specifica che prenderà questa azione politica". "Dobbiamo renderci conto che siamo di fronte a un cambiamento che non sarà di breve durata e che noi dobbiamo accompagnare in maniera seria e costruttiva, per provocarlo, alimentarlo e aiutarlo ad andare nella direzione di un cambiamento autentico perché -avverte- diversamente il rischio è quello di un maquillage". Olivero mette in evidenza "la nostra forte volontà di azione comune, senza per questo annullare minimamente le nostre diversità: in questo modo, possiamo rappresentare al meglio il nostro Paese, incarnando i medesimi valori". Il presidente delle Acli ricorda che "c'è stato un allontanamento del mondo cattolico dalla politica perché, quando ci si rende conto che non c'è lo spazio per stare con una propria dignitosa presenza, ci si rifugia nell'impegno sociale. Non abbiamo rinunciato a un ruolo politico in senso lato, però non abbiamo più costruito un rapporto utile continuo con la politica e quella che era una differenza è diventata una distanza. Il rischio -dice Olivero- è che alla fine chi sta in politica non ci rappresenti e questo lo stiamo vedendo in maniera crescente". Olivero aggiunge poi: ''Dobbiamo tornare ad avere il senso dello Stato. Dobbiamo rimettere al centro -spiega- il tema della legalità e di una giustizia che parta dalle responsabilità di ciascuno e che porti le istituzioni ad essere rigorose e attente". Poi, prosegue il presidente delle Acli, "c'è la questione del welfare: stiamo assistendo ad un progressivo arretramento delle responsabilità dello Stato". "Questo non va bene -sottolinea Olivero- noi chiediamo più sussidiarietà. Lo Stato deve credere e deve investire nel welfare, che non possiamo accettare sia percepito soltanto in termini di costi".