Professioni
Abramo (Aidp), direttori personale proccupati per perdurare crisi
A Roma i lavori del Forum delle Risorse Umane 2011.
(Lab)
Roma, 19 ott. (Labitalia) - "Come direttori del personale siamo preoccupati per il perdurare della crisi e ci sembra che non ci sia abbastanza consapevolezza della gravità della situazione. La nostra sensazione è che siamo sull'orlo di un burrone". Lo ha detto, aprendo i lavori del 'Forum delle Risorse Umane 2011', svoltosi all'Auditorium Parco della Musica a Roma, Filippo Abramo, presidente nazionale di Aidp, associazione italiana dei direttori del personale, che conta più di 3.000 iscritti in tutta Italia. Il 'Forum delle Risorse Umane' è stato organizzato da Comunicazione Italiana in collaborazione con Aidp per stimolare il dialogo tra manager, Hr director e decision maker del mondo aziendale e istituzionale, e anche creare un dialogo diretto tra candidati, aziende e università. All'interno del Forum, infatti, si tiene un 'Recruting Day' nazionale in cui aziende importanti come Conbipel, Birra Peroni, Populis e Neomobile raccolgono curricula. Al centro della plenaria che ha aperto l'evento, un tema scelto in collaborazione con oltre 540 manager che hanno partecipato a un sondaggio lanciato da Comunicazione Italiana: 'Piano per il lavoro. Giovani, donne, e welfare per la competizione globale'. E proprio sulle condizioni che impediscono all'Italia di essere una nazione competitiva (siamo settimi per Pil ma 48mi per competitività) è tornato a riflettere Abramo. "Sono spesso all'estero -ha detto Abramo, che è anche presidente della European Association for People Management, che rappresenta 266mila professionisti europei e russi delle risorse umane- e per questo noto delle differenze enormi tra il nostro sistema del lavoro e quello degli altri Paesi". In Italia, dice il presidente Aidp, "si parla spesso di flexicurity, ma senza sapere cosa sia realmente"."In Danimarca è vero che le imprese possono licenziare liberamente in presenza di ragioni oggettivi come la crisi o la ristrutturazione aziendale, ma -avverte- poi c'è qualcuno che si prende in carico la persona licenziata, le danno tre anni di stipendio, la rendono 'occupabile', le fanno frequentare i corsi e se non li frequenta le tolgono il sussidio". Insomma, conclude Abramo, "è arrivata l'ora di cambiare e per amor di patria, è bene farlo presto".
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