Salute

Cremazione: a Roma scelta per 40-50% defunti, maxi-spot per quella 'doc'

24 Ore Roma, 9 nov. (Adnkronos Salute) - Meno problemi per trovare un posto al caro estinto e una spesa decisamente più contenuta. Sono alcuni dei motivi che hanno portato a un'impennata delle cremazioni nel nostro Paese. Solo a Roma, secondo i dati Ama, ormai le cremazioni sono più del 50% delle tumulazioni (4.747 contro 8.913 nel primo semestre 2011), a fronte di un crollo delle più costose sepolture a terra: erano 4.031 nel 2009, per scendere a 3.798 nel 2010 e a 1.784 nel primo semestre di quest'anno. Una scelta forse favorita dalla crisi, che pero' dopo gli scandali su scambi di corpi e false cremazioni lascia qualche preoccupazione nei familiari, timorosi che nell'urna possano esserci ceneri di sconosciuti o addirittura sabbia. Così a Roma sono spuntati maxi-cartelloni pubblicitari, che reclamizzano la cremazione certificata. Le immagini ritraggono un'urna aperta, da cui fuoriesce sabbia di mare, con tanto di conchiglie e un granchietto. Un messaggio che lascia interdetti e punta a stigmatizzare, ad esempio, lo scandalo delle false cremazioni che nel 2008 travolse il cimitero di Mirteto a Massa Carrara, con corpi nelle celle frigorifere o parzialmente sepolti in fosse comuni, mentre agli ignari parenti erano state consegnate urne con ceneri miste a sabbia o appartenenti a sconosciuti. Ma come essere sicuri che nell'urna c'è proprio il nostro defunto? "Ormai il 40% dei servizi funebri che curiamo a Roma sono cremazioni, e la maggior preoccupazione dei parenti è il rischio di scambi di persona - spiega all'Adnkronos Salute Daniele Taffo, uno dei titolari della ditta omonima, che invita i cittadini a pretendere la cremazione certificata - Questo anche perché non è possibile assistere alla cremazione del defunto. Così abbiamo deciso di utilizzare un sistema brevettato, a prova di scambi o errori".Il sistema è semplice: si mette nella bara prima della sigillatura una placca numerata realizzata con un metallo resistente alle altissime temperature. La targhetta poi verrà consegnata insieme alle ceneri ai parenti, che potranno controllare la corrispondenza con la loro copia. Un po' come il braccialetto di riconoscimento per mamme e neonati in ospedale. "In questo modo - assicura Taffo - non ci sono rischi". Ma chi sono i cittadini che optano per la cremazione? "Da quando non ci sono più problemi a celebrare i funerali in chiesa, si tratta di una scelta trasversale, legata principalmente a una questione di spazi: comprare un loculo oggi a Roma è piuttosto complesso". E di costi. "Per la cremazione - racconta Taffo - c'è una tassa di 530 euro da pagare all'Ama, poi per un loculo altri 500 euro, se si sceglie di portare a casa le ceneri o di disperderle in natura, la tassa di affido è di 100 euro. A fronte di tutto questo, solo per un loculo in V fila si spendono 1.100 euro".Basta guardare i dati degli ultimi tre anni, per vedere come sempre più spesso i romani optino per la cremazione, una scelta condivisa recentemente anche dai familiari del campione delle due ruote, Marco Simoncelli. Nel 2009, nelle 11 aree cimiteriali di Roma Capitale (Verano, Flaminio, Laurentino, Cesano, S.M.Galeria, Isola Farnese, Castel di Guido, Maccarese, Ostia Antica, S.M. del Carmine e San Vittorino), ci sono state 17.083 tumulazioni (sepolture in tomba privata o in loculo), 8.343 cremazioni e 4.031 inumazioni (sepolture a terra). L'anno dopo, il 'sorpasso': le tumulazioni sono state 16.927, con 8.706 cremazioni e 3.798 inumazioni. Nel primo semestre di quest'anno, poi, a fronte di 8.913 tumulazioni, le cremazioni sono state 4.747 e le inumazioni appena 1.784. Ecco dunque a chi si rivolgono i cartelloni che pubblicizzano la cremazione certificata, un approccio non convenzionale che può stupire, ma evidentemente punta a rassicurare un pubblico crescente.