Salute

Salute: diritto negato a chi perde casa, da 'avvocati di strada' proposta legge

24 Ore Roma, 10 mag. (Adnkronos Salute) - Chi perde la casa perde anche il diritto ad avere l'assistenza di base, un medico di famiglia, 'riservato' per legge ha chi ha una residenza. Un criterio che oggi, con 40 mila italiani che rischiano di non avere più abitazione per gli effetti della crisi, fa emergere prepotentemente la mancanza di una garanzia per tutti al diritto costituzionale alla salute. Lo denuncia l'associazione "Avvocato di Strada Onlus" che ha messo a punto un progetto di legge ad hoc per correggere questa ingiustizia. Un progetto inviato ad un senatore e un deputato per la presentazione in Parlamento, e oggi anticipato al ministro della Salute Renato Balduzzi. "Le persone che perdono la casa - ha spiegato Antonio Mumolo, 'avvocato di strada' oggi durante la visita del ministro all'Istituto nazionale migrazione e povertà (Inmp) - vengono cancellate dalle liste anagrafiche del Comune. Non avere residenza fa perdere loro il diritto all'assistenza di base. E' garantita solo l'emergenza. E così chi ha una malattia cronica non può essere seguito gratuitamente". Da qui la proposta di legge che prevede la cancellazione, nella norma costitutiva del Servizio sanitario nazionale, del criterio di residenza per l'assegnazione del medico di base.E "l'istituzione di un fondo alimentato dalle Regioni per pagare l'assistenza alle persone che perdono la casa. Costerebbe pochissimo e sarebbe utilissimo", spiega ancora Mumolo che invierà la proposta al senatore Ignazio Marino e a un deputato per la presentazione del progetto alle due Camere. L'Associazione 'Avvocato di strada', con 700 professionisti attivi in 26 città italiane, offre assistenza giuridica alle persone senza dimora, con basso reddito e agli schiavi della tratta di esseri umani. "Oggi - conclude Mamolo - a causa della crisi, il rischio di povertà è in aumento e possono trovarsi in mezzo ad una strada persone che non lo avrebbero mai pensato. Servono regole per garantire a tutti il diritto costituzionale alla salute".