
Bruxelles, 23 mag. (Adnkronos) - Bandiere blu su quasi tutte le coste europee, secondo infatti la relazione annuale sulle acque di balneazione dell'Agenzia europea dell'Ambiente (AEA), il 92,1% delle acque balneabili soddisfa gli standard minimi di qualità. L'indagine è stata condotta su 31 Paesi, tra appartenenti all'Unione e al terrritorio europeo ed ha riguardato mari, laghi e fiumi, compreso il Serpentine Lake di Londra che ospiterà le diverse manifestazioni olimpiche, incluse la gara di nuoto di fondo e la sezione nuoto del triathlon. L'Italia, undicesima, con l'82,3%, si piazza ad un terzo della classifica, dopo Cipro, Malta, Croazia, Grecia, Germania, Romania Portogallo, Austria, Irlanda e Gran Bretagna. La relazione, che ha preso in esame 22.000 siti di balneazione, ha constatato che il 77,1% dispone di un'acqua di eccellente qualità, vale a dire conforme ai più rigorosi valori guida, con un miglioramento di 3,5 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Circa il 93,1% delle acque di balneazione costiere è stato classificato come 'sufficiente' o conforme a valori imperativi meno severi, pari a un incremento dell'1%. Meno del 2% delle acque di balneazione è risultato non conforme. Le zone di balneazione di Cipro, Croazia, Malta e Grecia sono state giudicate eccellenti, con oltre il 90% delle acque di balneazione rispondenti ai più rigorosi valori guida e il resto conforme ai valori imperativi. All'estremità opposta della scala, i Paesi Bassi, la Bulgaria, la Lettonia, il Lussemburgo e il Belgio sono contrassegnati da una percentuale relativamente bassa di siti conformi ai valori guida più rigorosi, in particolare per le acque interne. Secondo il commissario all'Ambiente Janez Potočnik, che si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti dall'indagine, "la maggioranza dei cittadini europei ha a cuore i problemi della qualità dell'acqua e desidera maggiori informazioni a riguardo. Dobbiamo pertanto continuare a lavorare per garantire che le nostre acque siano di qualità adeguata per tutti gli usi legittimi, dalla balneazione alla potabilità, e che il sistema acquatico globale sia in buono stato." La qualità delle acque balneabili europee è notevolmente migliorata a partire dal 1990. La percentuale delle acque che non rispetta le disposizioni della direttiva è scesa dal 9,2% delle zone di balneazione nel 1990 all'1,5% nel 2011. La percentuale delle zone di balneazione interne non conformi ai valori imperativi è diminuita, passando dall'11,9% nel 1990 al 2,4% nel 2011, ad oggi una delle percentuali più basse. Oltre l'80% dei siti di balneazione di Spagna, Italia e Portogallo vantano un’eccellente qualità dell'acqua. La relazione lancia però anche un'allarme sulle acque interne, sono queste infatti a maggior rischio di inquinamento provocato da scarici civili ed industriali, ed è su queste che si dovrà intervenire con maggiore efficacia per conformarsi alle norme stabilite nella direttiva sulle acque di balneazione del 2006 che deve essere attuata entro il dicembre 2014.